Vogliamo tutelare il centro dando risposte ai residenti senza andare contro alla vita notturna La soprintendenza fa il suo mestiere Per la tutela si può trovare una sintesi con allestimenti soft Il problema di Roma che ci tengo a risolvere è il decoro Voglio che rimetta a posto la sua faccia Roma di plastica. Ovvero, come ammirare i monumenti e i tesori della città attraverso un filtro, un velo trasparente spiegazzato e appannato dal calore di una stufetta a gas. E la Roma dei dehors impacchettati nei gazebo, teli che circondano i tavolini e, alla stessa maniera, avvolgono tutto il centro storico, dando limpressione, a residenti e turisti, di vivere in una boule de neige, uno di quei souvenir con i monumenti chiusi in una palla di vetro con neve finta. Il tour di Repubblica nella Roma di plastica, dopo aver attraversato una piazza Campo de Fiori completamente invasa dai gazebo, prosegue a piazza della Rotonda. A mostrare i segni di autorizzazioni concesse forse con troppo lassismo e di una mancanza di severi controlli sugli abusi nelle occupazioni di suolo pubblico è il Pantheon. Un monumento che dovrebbe essere tutelato e che, invece, viene quotidianamente circondato e offuscato dai dehors dei ristoranti e dei bar che affacciano sulla piazza. Spazi forse autorizzati, ma che, come accade in molte altre aree del centro storico, con i loro gazebo deturpano lo spazio circostante. Camminare diventa impossibile, se non in uno slalom continuo tra sedie, tavolini, teli e stufette. «Quei dehors di plastica sono uno schiaffo al centro storico» attacca, senza troppi giri di parole, Mirella Belvisi di Italia Nostra. «Non si capisce come, in una città come Roma e in un centro di tale importanza storica, architettonica e culturale, possa essere concesso, autorizzato e tollerato un tale scempio». Un degrado evidente, che colpisce per lappunto gli spazi più belli del I municipio. Ecco allora che persino fotografare la cupola del Pantheon diventa difficile, perché tra lunghi pali di ferro su cui vengono montate le tende di plastica, la parte più alta del monumento diventa un puntino tra i teloni. «E evidente che la sovrintendenza comunale non vigila sul suo territorio - polemizza Mirella Belvisi di Italia Nostra - a questo punto, dunque, è necessario che intervenga quella statale. Per la tutela del centro storico servono regole certe, arredi uniformi e poco invasivi». Lesatto contrario, insomma, di quello che si osserva ogni giorno passeggiando per i vicoli della città. «Quei gazebo di plastica non solo sono orribili - prosegue Belvisi - ma anche pericolosi per la presenza di stufe a gas che potrebbero incendiare i teli. E poi restringono strade, piazze e vicoli, impedendo il passaggio dei mezzi di soccorso». Arredi invadenti, dunque, che rendono insicura la zona intorno al Pantheon, fino a largo Argentina. «Mi domando chi controlla su questi abusi - conclude Belvisi di Italia Nostra - ogni giorno i dehors di plastica aumentano e continuano a distruggere limmagine del centro. Serve un intervento urgente della soprintendenza statale: bisogna verificare se questi teli di plastica sono autorizzati e, in caso contrario, rimuoverli immediatamente per restituire al centro storico la sua anima e la sua bellezza».