L'audizione martedì in commissione Cultura: «Parlerò nell'interesse della città» Oggi pomeriggio a San Leonardo si riuniscono le associazioni veneziane La nomina arriverà entro fine anno, il voto entro una settimana. E' l'obiettivo del ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan per concludere l'iter della nomina dei nuovo presidente della Biennale. Dopo il pareggio della commissione cultura della Camera di mercoledì (23 a 23, equivale a una bocciatura), il Senato ha convocato la commissione per martedì, con l'audizione del sindaco. Entro l'anno il governo ufficializzerà la nomina del nuovo presidente. Un pareggio all'andata che vale una vittoria. E adesso il difficile turno di ritorno. Non è chiusa la partita della nuova nomina per la Biennale. E altri colpi di scena si annunciano, dopo il «pari» in commissione Cultura alla Camera (23 a 23) che equivale a una bocciatura per la proposta avanzata dal ministro Galan di sostituire il presidente Paolo Baratta con il manager pubblicitario Giulio Malgara. Martedì prossimo 2 novembre la commissione Cultura del Senato presieduta da Guido Possa (Pdl) ha fissato l'audizione del sindaco Giorgio Orsoni. Un gesto di «cortesia istituzionale» che la presidente della commissione di Montecitorio Valentina Aprea aveva invece negato. «Finalmente alla città sarà consentito di esprimere le proprie ragioni», dice soddisfatto il senatore del Pd Vincenzo Vita, tra gli autori della richiesta. Ma esito del voto è tutt'altro che scontato. La maggioranza Pdl-Lega dispone al Senato di un voto di vantaggio in commissione. E visto il precedente, appare difficile che i leghi-sti non sostengano la proposta del loro alleato Galan. Ma la partita è aperta. «Ribadirò le motivazioni che mi hanno portato a sostenere la ricandidatura di Baratta», dice il sindaco Orsoni, «che ha fatto bene e ha agito in grande sinergia e collaborazione con la città». Orsoni non tralascia di sottolineare lo «sgarbo istituzionale» patito dal ministro Galan, l'ex governatore del Veneto che ha annunciato a sorpresa la scelta di Malgara, senza consultare gli enti locali. «Inadeguato» l'ha definito di getto il sindaco. Una indicazione che Galan si è visto respingere da Montecitorio, con un pareggio che nel regolamento della Camera equivale a una bocciatura. Adesso Giuseppe Giulietti, deputato veneziano e presidente dell'associazione Articolo 21, invita a non abbassare la guardia. E a dar vita a un «comitato di salvaguardia per la Biennale». «Dovrà essere composto», spiega Giulietti, «dai tanti che in questi giorni hanno sostenuto che la Biennale deve proseguire sull'autorevole strada già tracciata senza piegarsi a logiche di parte». «La caparbietà con cui Galan ha insistito sulla sua proposta», continua il parlamentare, «dimostra che non si trattava di una scelta basata sui risultati ma solo politica, irrispettosa dei risultati raggiunti». Risultati che nell'edizione 2011 sono stati apprezzati in un primo tempo dallo stesso Galan e anche dal presidente leghista della Regione Luca Zaia. Per lui un voto imbarazzante, quello della Camera. «Rispetto la scelta del Parlamento», ha detto. Ma non più tardi di due mesi fa la Padania aveva titolato a tutta pagina «Baratta forever». Intanto oggi pomeriggio alle 18.30 in sala San Leonardo a Cannaregio, assemblea di associazioni convocate per discutere del futuro della Biennale. La battaglia continua. In attesa del voto di palazzo Madama.