Pompei. Botta e risposta tra la Uil e la soprintendenza di Pompei, sul presunto nuovo crollo avvenuto ieri nel sito archeologico. Si tratterebbe dello sbriciolamento di un pozzo interno nell'edificio 41 «in un tratto della via consolare identificato tra la Domus di Diomede e la Domus di Cicerone», precisano dal sindacato, dopo che il ministero di Galan aveva ipotizzato una denuncia per procurato allarme. In mattinata la Uil aveva annunciato il terzo cedimento in 5 giorni a ridosso della casa di Diomede, una villa suburbana di grande valore artistico. Ma i carabinieri e i responsabili della soprintendenza dopo un sopralluogo avevano rilevato solo il distacco di un muro interno a una fontana, già rendicontato. Da qui un comunicato di Teresa Cinquataquattro, la soprintendente, contro gli allarmismi per «gettare discredito sull'amministrazione dei beni culturali». Ma per la Uil ieri c'è stato un altro crollo oltre a quello nella casa patrizia. Resta il problema degli smottamenti che con le condizioni meteo in peggioramento potrebbero provocare cedimenti a catena e richiederebbero un'immediata manutenzione ordinaria. Ma a nemmeno 24 ore dall'annuncio trionfale di Galan per aver ottenuto offre 100milioni dall'Ue, sembra ancora tutto fermo sul fronte dell'assunzione dei tecnici che dovrebbero provvedere al pronto intervento. ROMA. Il ponte sullo Stretto di Messina crolla sotto la paura del governo di essere battuto nelle votazioni alla camera. L'aula Ieri ha approvato, con l'astensione della maggioranza, una mozione dell'Idv che, per finanziare interventi per il trasporto pubblico locale, impegna il governo a sopprimere eventualmente i finanziamenti per il ponte. Il viceministro Aurelio Misiti aveva chiesto una riformulazione del testo. Niente da fare, per 1'Idv. Il governo ha mantenuto comunque il parere favorevole per non essere battuto, date le assenze nel banchi della maggioranza. La mozione impegna il governo alla soppressione dei finanziamenti previsti «pari a 1 miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas per la sottoscrizione e l'esecuzione di aumenti di capitale della società Stretto di Messina spa». Nei giorni scorsi il ministro delle infrastrutture Matteoll aveva giurato che il ponte «resta una priorità» e sarà costruito «a prescindere dal finanziamento della Ue". Poco dopo il voto, Matteoli ieri è corso a dire che "evidentemente Misiti ha espresso un parere a titolo personale, che non corrisponde a quanto pensa il governo né tantomeno il sottoscritto". Il ministro e la società Stretto di Messina dicono che il voto non cambia nulla. Ma l'Idv chiede il «rispetto del no del parlamento al ponte".