La Uil: «Nuovo crollo». Il ministero: «Non è vero» Ci sono i contorni del giallo nell'ultimo crollo annunciato e poi smentito nel sito archeologico di Pompei (Napoli). Ieri mattina la Uil Beni Culturali informa la stampa di «un nuovo crollo nella Domus di Diomede» sulla via Consolare, dove il 25 ottobre avevano ceduto i due muri di costruzione moderna. Sul posto, a circa 100 metri dal luogo dell'ultimo cedimento, ci sono i carabinieri ed i tecnici della Sovrintendenza di Napoli e Pompei con il direttore degli Scavi, l'archeologo Antonio Varone. La verifica dà esito negativo, ed il ministero dei Beni culturali smentisce seccamente: «Nessun danno o cedimento nella Villa di Diomede, si è solo constatato il parziale distacco della muratura posteriore di una fontana, che si è adagiata all'interno della fontana stessa». L'episodio - secondo il Mibac, che ora valuta se fare una denuncia per procurato allarme - «non è sicuramente recente, come dimostra la crescita di vegetazione spontanea». Intanto parte il consueto coro di accuse di parlamentari ed esponenti di partito nei confronti del ministro Giancarlo Galan e della sovrintendente Teresa Elena Cinquantaquattro che si sfoga con i giornalisti, polemizza con «chi parla senza avere la competenza per farlo» ed accusa la Uil di disinformazione. «E evidente - aggiunge - che c'è la volontà di mettere in cattiva luce l'amministrazione dei Beni culturali». Ma a quando risale quello che viene definito il parziale distacco del muro della fontana? «Non siamo in grado di datare esattamente il danno, che era stato già individuato e compreso nei prossimi interventi di manutenzione», replica la sovrintendente. Sul luogo del presunto crollo si vede ben poco, solo un muro sbrecciato alle spalle di una fontana. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, che indagano sui cedimenti nel sito archeologico, questa volta non ritengono di sigillare l'area, ritenendo probabilmente che non vi siano stati nuovi eventi. E intanto si apprende che nel registro degli Scavi di Pompei, che viene quotidianamente annotato dai custodi, non si parla della Domus di Diomede, ma di «un edificio della Regione IV, insula I», dove si nota «un pezzo di muro di una vasca presumibilmente caduto nei mesi scorsi». La Uil corregge il tiro, parla di «equivoco della prima segnalazione», nega l'intenzione di attacchi strumentali al Mibac , e colloca il crollo «tra la Domus di Diomede e la Domus di Cicerone». Anche l'architetto Antonio Irlando, animatore dell' «Osservatorio sul patrimonio culturale», abitualmente molto critico sulla gestione di Pompei, parla di «falso allarme» pur avvertendo che «1'80 del sito è a rischio». Ieri sera il caso del nuovo crollo si sgonfia. A Pompei, che viaggia in questo periodo su una media di 7 mila visitatori al giorno, sono attesi il 7 novembre il Commissario europeo per gli affari regionali Johannes Hahn e il ministro Giancarlo Galan dopo la concessione di 105 milioni di euro Ue all'Italia. La sovrintendente precisa che saranno destinati alla messa in sicurezza ed alla manutenzione.
Giallo pompeiano
La Uil Beni Culturali ha segnalato un nuovo crollo nella Domus di Diomede a Pompei, ma il ministero dei Beni culturali ha smentito la notizia. La verifica ha rivelato un parziale distacco della muratura posteriore di una fontana, ma non un crollo. Il ministro Giancarlo Galan e la sovrintendente Teresa Elena Cinquantaquattro hanno accusato la Uil di disinformazione e di voler mettere in cattiva luce l'amministrazione dei Beni culturali. La Uil ha corretto il tiro e ha negato l'intenzione di attacchi strumentali al Mibac.
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