Il degrado. Transenne violate in zone dichiarate inaccessibili ai turisti Ruderi senza protezione Il presidente degli archeologi indica le aree di crisi. «Ma qui nessuno interviene» Negli Scavi affollati di turisti - nella sola giornata di ieri gli ingressi staccati sono stati novemila - felicemente ignari della giornata di giallo e polemiche che si consumava, Tsao Cevoli, presidente dell'Associazione nazionale archeologi, srotola la sua «personale» mappa del rischio. La Casa della caccia Antica. Almeno tre strutture, ai numeri 37, 39 e 23 del Vicolo Storto, una delle vie di collegamento che conduce al vicolo del Lupanare, forse il sito più famoso di Pompei, proprio di fronte al quale ci sono altre due strutture minacciate. «Temiamo che nei prossimi mesi vedremo crolli sempre più frequenti e gravi», dice, accompagnando un corteo di giornalisti, fotografi e cineoperatori lungo il percorso della vergogna. Cancelli di legno, spesso rotti. Travi sistemate alla buona. Reti malconce o danneggiate, fili di recinzione di plastica, qualche corda. Segnalano i siti chiusi al pubblico perché a rischio o rischiosi da visitare, ma non sempre riescono ad impedire l'accesso dei visitatori. Così che, dal bancone di un termopolio - sorta di antica taverna - «transennato» con il nastro di plastica, Cevoli solleva un lastrone di marmo, e poi il sasso sotto e quello sotto ancora: «Chiunque potrebbe smontarlo pezzo per pezzo e portarlo via», dice, attirando fortunatamente l'attenzione di una delle cinque guide incrociate ieri durante una mezza giornata passata in giro per gli Scavi. La tappa successiva è alla Casa del Fauno, teoricamente chiusa al pubblico: nessun problema ad entrare, fatta eccezione per lo slalom tra le pozzanghere. Cevoli mostra una copia del mosaico della battaglia di Alessandro - il più famoso di Pompei di cui l'originale è al Museo Archeologico, spiega - rimasto all'ombra di una imponente tettoia di metallo: «Ma non è servita a granché: il mosaico è ricoperto dagli escrementi di uccelli, nemmeno le copie o i restauri siamo capaci di preservare». Tocca poi alla Casa della Caccia. «Fino a qualche tempo fa tutto questo marciapiede era transennato. Adesso c'è appena una corda che dovrebbe impedire di entrare, ma l'intera struttura è pericolante» racconta Cevoli mostrando lesioni e suture nelle mura dell'edificio, proprio mentre passa una donna con una carrozzina. "E' possibile - si domanda l'archeologo - che per mettere in sicurezza un sito pericolante si debba aspettare uno stanziamento di fondi dell'Ue? Siamo fortunati che a Pompei finora tutto è accaduto di notte, quando nel sito non ci sono visitatori». Secondo il presidente degli archeologi a rischio crolli sarebbero anche alcune strutture in Vicolo Storto e proprio vicino al Lupanare, il sito degli Scavi più visitato e più affollato. «Ma nessuno di questi - denuncia - è attualmente messo in sicurezza. Anche l'incolumità dei visitatori, ormai, non è garantita». Già, i visitatori. La vera risorsa di Pompei che porta in cassa ogni anno almeno 25 milioni di euro. Ieri, un giovedì dal tempo incerto, erano novemila a passeggio nella città antica. Senza nemmeno una mappa, perché sono esaurite da sei mesi e non si riesce a ristamparle. Un gruppo di stranieri scavalca impunemente le transenne: nelle orecchie gli auricolari dí un'audioguida che forse non li ha informati sui percorsi proibiti. A Porta Marina sono in molti i gruppi di visitatori spaesati: non si trova l'uscita, perché il pannello di plexiglass con la statua di Apollo che la indica è ormai illeggibile. Lo aveva fatto il Commissariato, non è durato. Una coppia, lei toscana, lui pugliese chiede stupita: «Dov'è il punto di ristoro? Ma è davvero di Autogrill?».
Pompei. Rischio dissesti, la mappa delle domus resta un mistero
Il presidente dell'Associazione nazionale archeologi, Tsao Cevoli, ha denunciato lo stato di degrado delle strutture archeologiche di Pompei, in particolare quelle in Vicolo Storto e vicino al Lupanare. Le strutture sono state violate dalle transenne, che non sono state mantenute in modo adeguato, e i visitatori continuano a entrare nonostante le segnalazioni. Cevoli ha mostrato immagini di strutture in pericolo, come la Casa della Caccia e la Casa del Fauno, e ha denunciato la mancanza di protezione per i visitatori. Ha anche criticato la gestione dei visitatori, che continuano a entrare senza una mappa e senza segnalazioni chiare.
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