Intervista. La Cinquantaquattro: situazione grave, migliorerà con l'avvio degli interventi Doveva essere un day-after positivo quello di ieri per la Soprintendenza. Dopo il via libera dei 105 milioni di fondi europei annunciato mercoledì a Roma dal commissario europeo Hahn, invece, è stata un'altra giornata difficile. Tanto difficile che Teresa Elena Cinquantaquattro, generalmente di poche e diplomatiche parole, è arrivata a minacciare di rivolgersi alla magistratura.«Sicuramente sono stata molto contenta per l'annuncio della reale disponibilità dei soldi ma sono costernata per l'uso che ormai stanno facendo i media di ogni fatto che riguarda Pompei. Ribadisco che non c'è stato nessun nuovo crollo. Mi dispiace per la stampa, che forse dopo le piogge dell'altro giorno se lo aspettava, ma è così. Mi sembra ci sia la volontà si screditare la Soprintendenza». Però il sopralluogo fatto ieri ha fatto scoprire un altro crollo, avvenuto non recentemente, ma non ancora rilevato. «I sopralluoghi vengono fatti per verificare le condizioni di conservazione delle strutture di cui tutti ormai conosciamo lo stato. E la situazione non cambierà fino a quando non partirà il piano di interventi perla messa in sicurezza del sito». Ma quando partiranno gli interventi per la messa in sicurezza del sito? «Quando arriveranno i soldi. Fino ad oggi i 105 milioni sono stati annunciati ma non sono ancora nelle casse della Soprintendenza nè sappiamo quando questo accadrà». Quali saranno i primi interventi? «I lavori procederanno secondo quanto stabilito nel programma approvato dal Consiglio superiore dei beni culturali, che è il massimo organo del ministero, e dalla Commissione europea». Quali sono le priorità, indicate dalla mappa del rischi, che richiedono un immediato intervento di pronto soccorso? «La mappa del rischio è uno strumento di lavoro, che viene continuamente aggiornato, nella esclusiva disponibilità della Soprintendenza». Toccherà alla Soprintendenza avviare le gare per l'appalto del lavori: è preoccupata? «Nessuna preoccupazione, perché tutto avverrà seguendo la normativa europea e con procedure rispettose della legalità». Molte zone a rischio nel sito non sono adeguatamente sorvegliate. Chiunque, stamattina, poteva entrare nella domus chiusa al pubblico. «Chi scavalca una protezione in una zona chiusa al pubblico lo fa sotto la sua responsabilità. E adesso per favore, lasciateci fare il nostro lavoro con serenità».
Pompei. Sui 105 milioni tanti annunci i lavori solo quando arriveranno
La Soprintendenza di Pompei ha avuto una giornata difficile dopo l'annuncio dei 105 milioni di fondi europei per la messa in sicurezza del sito. Teresa Elena Cinquantaquattro, la responsabile, ha minacciato di rivolgersi alla magistratura per l'uso dei media che sta facendo di ogni fatto che riguarda Pompei. Ha ribadito che non c'è stato un nuovo crollo e che i sopralluoghi hanno rilevato un altro crollo non recente. La situazione non cambierà fino a quando non partiranno gli interventi per la messa in sicurezza del sito. I lavori procederanno secondo il programma approvato dal Consiglio superiore dei beni culturali e dalla Commissione europea.
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