La Uil: danni alla Domus di Diomede. Il ministero: nessun cedimento, pronti a denunciare per procurato allarme Poi scoperto il parziale distacco di una fontana in un'area chiusa: avvenuto mesi fa, mai segnalato A poche ore dall'annuncio dei fondi europei, arriva la notizia dell'ennesimo crollo a Pompei: un muro nella Domus di Diomede, sulla via Consolare, a poca distanza dai due muretti moderni caduti qualche giorno fa. Il crollo è stato smentito dalla Soprintendenza e dal ministero - che hanno annunciato di star valutando la possibilità di presentare una denuncia per procurato allarme. Immediatamente sono partiti i sopralluoghi: si appura che la domus di Diomede non ha subito danni. «C'è stato solo il parziale distacco della muratura posteriore di una fontana, ma l'episodio non è sicuramente recente», spiega una nota. Ma resta il giallo. Un nuovo crollo nella notte. Nessun crollo. Anzi sì, ma da un'altra parte, accaduto tempo fa e di cui però nessuno si era ancora accorto. Potrebbe essere questa, in sintesi, la cronaca dell'ennesima giornata difficile di Pompei consumatasi ieri tra allarmi, smentite, ipotesi di ricorso alla magistratura - questa volta da parte di Soprintendenza e ministero - e ammissioni di equivoci. Una giornata amara, iniziata con un falso allarme, trascorsa con atmosfere da giallo, e finita, checché se ne dica, con un allarme vero, l'ennesimo, sulle drammatiche condizioni del sito archeologico più grande del mondo. Proviamo a raccontarla. Ad annunciare l'ennesimo crollo, ieri mattina, le agenzie di stampa che riportano la denuncia della Uil Beni Culturali: a cedere sarebbe stato un muro nella Domus di Diomede, sulla via Consolare, a poca distanza dai due muretti moderni venuti giù con le piogge il 25 ottobre. A scoprirlo, secondo quanto riportano le agenzie, una ditta che stava eseguendo lavori di discerbo che avrebbe avvertito il custode che ha poi dato l'allarme. «A Pompei va controllato tutto - conclude la Uil - altrimenti è uno stillicidio di crolli». Immediatamente, comunque, partono i sopralluoghi. Sulla Via Consolare arriva il direttore degli Scavi, l'archeologo Antonio Varone, e i carabinieri che questa volta, però, ritengono di non sequestrare l'area. Viene appurato che la domus di Diomede non ha subito alcun danno e viene quindi smentito con un comunicato ufficiale «che tutto quanto affermato dalle notizie diffuse dalle agenzie «non corrisponde a verità, nella maniera più assoluta». «Si fa presente - continua la stessa nota - che nel corso di un sopralluogo nella Regio Vi.1.4, si è constatato il parziale distacco della muratura posteriore di una fontana, che si è adagiato all'interno della fontana stessa. L'episodio non è sicuramente recente, come dimostra la crescita di vegetazione spontanea. Si tratta - spiega ancora il comunicato - di una domus scavata nel 1700, chiusa al pubblico, la cui messa in sicurezza è già prevista nel Programma per la salvaguardia di Pompei». Nel tardo pomeriggio, dunque, l'allarme lanciato dalla Uil si sgonfia, tanto che lo stesso sindacato ammette essersi trattato di un equivoco. La Soprintendenza fa sapere, sempre nello stesso comunicato, di star facendo valutare, su proposta del ministro Galan, la possibilità di una denuncia per procurato allarme all'autorità giudiziaria. Ma resta comunque il giallo della fontana: perché quel «parziale distacco della muratura» che la Soprintendenza definisce «sicuramente non recente», fino a ieri mattina, quando è scattato il sopralluogo dei tecnici allertati dal falso allarme della Uil, non era mai stato scoperto. «Non ce ne è mai stata nessuna registrazione - conferma in serata l'archeologo Varone - nel registro dei crolli». A ragionare leggendo il comunicato ufficiale di Soprintendenza e ministero, dunque, un falso crollo ne ha fatto scoprire uno vero. E il fatto che il cedimento sia avvenuto, come dice la nota, in una Domus chiusa al pubblico - ma la rete in plastica forata posta a recinzione, ieri, era danneggiata e chiunque avrebbe potuto scavalcarla - la cui messa in sicurezza è già prevista nel Programma per la salvaguardia per Pompei», rivela che nemmeno i siti ufficialmente riconosciuti a rischio sono monitorati e sottoposti a sorveglianza. Inevitabile l'epilogo di polemiche politiche «Aldilà che si sia verificato o meno un ultimo crollo, la gestione di Pompei è da archiviare definitivamente», sostiene Fabio Granata (Fli). Dal Pd Guglielmo Vaccaro annuncia l'intenzione di chiedere un question time alla Camera su Galan, Vittoria Franco vuole che il ministro riferisca in Senato. Per Giulia Rodano (Idv), l'allarme su Pompei è giustificato, l'Udc sollecita al governo interventi strutturali per la messa in sicurezza. Dal Pdl, invece, la senatrice Diana De Feo invita Galan a riflettere sulla Soprintendente «inefficiente, incapace e inerte». Porta di Sarno Casa della caccia antica Villani «Sbagliato alimentare la psicosi» «Non vorrei che sulla questione crolli si scatenasse una psicosi - cornmenta Riccardo Villan, sottosegretario ai beni culturali con delega su Pompei - il vero problema è che tutto questo allarmismo ha fatto passare in secondo piano il lavoro fatto nei mesi scorsi. L'opposizione, che fa tante polemiche, perchè non ci dice cosa hanno fatto loro per Pompei? Perchè non è stato messo in sicurezza il sito fino ad oggi?».