Dopo aver sorvolato la zona alluvionata in Lunigiana, il capo della Protezione civile chiarisce: "Decisiva la mano dell'uomo sul territorio, troppe costruzioni vicino al fiume" Gabrielli, monito agli amministratori "La diga non c'entra, colpa di chi ha costruito" I danni sono molti, e anche se «non ci saranno problemi per proclamare lo stato di emergenza", "la mano dell'uomo" sull'alluvione che ha colpito l'alta Toscana e la Liguria, "è stata decisiva". Franco Gabrielli ne è convinto. Il capo della Protezione civile è appena sceso dall'elicottero. Ha sorvolato Aulla, il fiume Magra e tutta l'area devastata in Lunigiana. "Abbiamo perso la saggezza di una volta: gli insediamenti hanno tolto terreno alle casse di espansione, ma visto che il territorio è stato gestito in un certo modo - prosegue -, e comunque ci devono vivere delle persone, dobbiamo stabilire una soglia di 'rischio accettabile', e questo riguarda sia le istituzioni sia la gente". Un monito duro, rivolto anche agli amministratori che negli anni hanno consentito si costruisse nelle golene e in zone a rischio idrogeologico. Un disastro, quello di Aulla e delle Cinque Terre, che forse si poteva evitare. "Ogni volta trovo dolore, rammarico e rabbia", dice Gabrielli, "le istituzioni hanno responsabilità, e nessuno vuole scantonare, ma serve un patto sociale e bisogna sviluppare il concetto di auto-protezione". E questo "non vuol dire che ognuno fa per sé, ma che ognuno dà una mano a partire da se stesso". Di certo, i bollettini meteo sul maltempo "sono partiti regolarmente, lo posso assicurare", dice il capo della Protezione civile, sottolineando che per quanto riguarda la Prefettura di Massa Carrara "il prefetto ha chiamato personalmente i sindaci per sensibilizzarli. Abbiamo trovato dei sindaci che si sono dati da fare, ma non so qui". Il bilancio dell'ondata di maltempo registra ancora una drammatica contabilità: 6 morti e 4 dispersi, 3 a Vernazza e uno a Monterosso. In queste ore di polemiche per la mancanza di manutenzione e prevenzione sui bacini idrici, Gabrielli smorza le voci sulla possibilità che in Lunigiana fra le cause dello tsunami di acqua e fango ci sia anche la diga di Teglia. Da due giorni, fra la gente del posto, si continua a ripetere che l'improvviso innalzamento dell'acqua sia dovuto al gigante gestito da Edison. "Ho parlato con il prefetto e mi ha escluso che ci sia stato un'immissione di acqua in maniera non corretta", dice, "al momento è una leggenda metropolitana, le dighe hanno sistemi di controllo molto avanzati. Comunque andremo a verificare". E anche Edison chiarisce: "Tutte le operazioni previste sono state svolte in accordo con le norme e le procedure". La diga si trova a monte di Aulla, nel Comune di Mulazzo. Costruita nel 1921, negli anni '30 fu acquistata dalla Falck per portare acqua alla fabbrica di armi di Bagnone. Inizialmente aveva una portata di 1 milione e 200 mila metri cubi d'acqua, ora questa è in parte diminuita. Una decina di anni fa è stata acquistata dalla Edison, che ora la gestisce per la produzione di energia elettrica. . (27 ottobre 2011)