ROMA. Tornano in Giunta i dieci assessori Pdl dimissionari, e partirà un tavolo di confronto politico permanente tra la Regione Lazio e il Pdl nazionale per seguire il sistema Lazio. Si è conclusa così, dopo due giorni di fuoco e quattro ore di confronto a porte chiuse tra Renata Polverini e i vertici del Pdl a via dell'Umiltà, la crisi del Piano casa. Lo scontro tra la governatrice del Lazio e il governo era scoppiato dopo che il Consiglio dei ministri, su impulso del responsabile dei Beni culturali Giancarlo Galan, aveva impugnato una parte del provvedimento urbanistico. Per protesta, io assessori del Lazio su 15, quelli del Pdl, avevano riconsegnato le deleghe a Polverini, che aveva chiesto un incontro con lo stato maggiore del partito. Che ieri, da Verdini a La Russa, da Gasparri a Cicchitto, era al completo, insieme con i coordinatori regionali e provinciali. Ma è stato lo stesso segretario Angelino Alfano a ribadire agli assessori la «piena fiducia» e a chiedere nel corso dell'incontro che ritornassero a «riprendere l'ottimo lavoro fm qui svolto nella giunta regionale». «Alfano - ha affermato Polverini - ha riconosciuto che c'è un "sistema Lazio" importante che sta lavorando bene intorno alla Giunta, e che il piano casa è uno dei punti qualificanti non soltanto dell'azione della Regione ma anche di quella del governo Berlusconi». Intanto, però, l'impugnativa prosegue il suo iter. «Sarà mia cura- ha spiegato Polverini - confrontarmi con il ministro Fitto. Galan tiene il punto: «Li avevo già avvertiti a luglio: sarà la Consulta a decidere sulla legittimità».