Il soldato Galan non conosce ostacoli. Berlusconi deve piazzare Zaia in Veneto per sedare Bossi? Comandi, il governatore pidiellino cede subito il posto al leghista accettando in cambio il ministero dell'Agricoltura, e - subito dopo - dei Beni culturali. Tanto, una poltrona vale l'altra. Ma, per mantenerla solida, si paga pegno: ieri la Commissione Cultura della Camera ha espresso la sua valutazione - non vincolante eppure significativa - circa la nomina del prossimo presidente della Biennale di Venezia, e ancora una volta Giancarlo Galan ha sbattuto poderosamente i tacchi. Quando il 6 ottobre rivelò il nome del suo candidato, quel Giulio Malgara presidente dell'Auditel e tanto amico di Berlusconi, la polemica divampò: il manager, certamente geniale nel lanciare l'Olio Cuore e il Gatorade, non è adatto a sostituire Paolo Baratta, in scadenzi a dicembre e autore di un rilancio record dell'istituzione (400mila visitatori quest'anno, 17 milioni di euro tra incassi e sponsor). MA NULLA può fermare l'esercito dell'amore, e anche stavolta il ministro ha eseguito gli ordini portando fino in Commissione l'ipotesi Malgara, non senza foraggiare prima la Lega (fondi per l'Arena di Verona e celebrazioni verdiane). Risultato del voto: 23 pari, ovvero una sonora bocciatura - persino dall'ex responsabile Sardelli - immediatamente derubricata a sprone verso più ardite missioni. "Sono molto soddisfatto - ha sorriso Galan mettendo a dura prova la sua couperose -, è stato un grande successo politico". Brillante pure il deputato Pdl che aveva presentato ai colleghi la candidatura, Emerenzio Barbieri: "Io sono soddisfatto e insoddisfatto insieme. In qualità di capogruppo sapevo che non c'era la maggioranza e abbiamo discusso se andare avanti o no. La decisione è stata di andare avanti: il risultato era scontato, nessuna sorpresa. In ogni modo la responsabilità della nomina è del governo: fossi nel governo, andrei avanti comunque". Le opposizioni confermano: ormai si tratta solo di andare avanti, alla cieca. Massimo Donadi, Idv: "Galan sta alimentando questo clima da ultimi giorni di Pompei in cui, approfittando dei saldi di fine stagione, si pensa solo a mettere i propri remi in barca". Fabio Granata, Fli: "E' stata bocciata non tanto una persona, quanto un'idea di cultura mercantile. In questi anni Baratta ha determinato una rinascita importante e andava riconfermato". Emilia De Biasi, Pd interna alla Commissione: "Sconcerta soprattutto il voltafaccia della Lega, che prima ha dato parere negativo e poi ha votato a favore. Ma, si sa, sono tempi di trattative".