Alla Camera bocciatura di fatto per il candidato presidente di Galan Adesioni da tutto il mondo a Venezia. Baratta all'appello della Nuova resta in silenzio Firme oltre quota 3800 VENEZIA. Bocciato. La Camera ieri - con il voto della Commissione Cultura - ha clamorosamente respinto la designazione di Giulio Malgara a presidente della Biennale, proposta dal ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan. Ventitrè i voti a favore e 23 i contrari, ma il pareggio non basta, visto che per essere considerata approvata la scelta di Malgara avrebbe dovuto registrare almeno un voto di vantaggio. Così non è stato, anche se Lega e Pdl hanno votato tutti a favore del manager pubblicitario amico del ministro e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché il no delle opposizioni - dal Pd al Terzo Polo e all'Italia dei Valori - è stato compatto e decisivo è stato è il voto del deputato del Gruppo Misto (prima in maggioranza) Luciano Sardelli, ora passato all'opposizione. Anche se con valore solo consultivo la bocciatura di Malgara è politicamente pesantissima, anche se né il manager, né Galan sono intenzionati a fare un passo indietro, come ornai gli è chiesto da più parti. Visibilmente irritato, il ministro dei Beni Culturali ha così commentato il voto, con una dichiarazione "lunare": «Ma quale bocciatura? si tratta di un grande successo politico». Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha risposto così, piccato, all'ingresso di Palazzo Chigi, a chi gli ha chiesto un commento sull'esito della votazione di questa mattina in Commissione Cultura, alla Camera dei deputati, sulla nomina di Giulio Malgara a presidente della fondazione La Biennale di Venezia. Secondo Galan, le opposizioni hanno perso perchè Malgara «ha preso tutti e 23 i voti disponibili. Anche se avessi presentato Leonardo Da Vinci avrebbe preso 23 voti, quindi è una grande sconfitta politica per l'opposizione. Se poi si consolano dei regolamenti, pazienza, vuol dire che avranno queste modeste consolazioni», ha aggiunto il ministro. E ha aggiunto: «Sono molto soddisfatto del voto in commissione e ringrazio sentitamente i colleghi del Pdl, della Lega, dei Responsabili, e di Popolo e Territorio che hanno votato compatti per Giulio Malgara». Un presidente della Biennale - designato da Galan al posto di Paolo Baratta - espressione, dunque, della sola maggioranza, per espressa dichiarazione del ministro, incurante della contrarietà a questa nomina dei rappresentanti degli enti territoriali, a cominciare dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (che il presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea non ha voluto ascoltare) e dalla straordinaria mobilitazione del mondo della cultura italiano e internazionale della società civile, che ha firmato l'appello lanciato dalla Nuova Venezia. Malgara è già, di fatto, un presidente della Biennale delegittimato, anche se l'interessato resiste e il ministro lo sostiene. Se anche alla fine la sua nomina venisse confermata, arriverebbe alla guida di una Biennale in una città che non lo vuole e con il rischio concreto di trovarsi in minoranza nello stesso Consiglio di amministrazione della fondazione, se i suoi intendimenti e quelli del capo di gabinetto di Galan, Salvo Nastasi, che lo seguirà in Consiglio, dovessero essere contrari alla volontà degli enti territoriali. E' già successo nell'ultimo anno della presidenza di Davide Croff, con una Biennale praticamente paralizzata e con lo stesso Galan, allora presidente della Regione, a fare la fronda (con il suo delegato Franco Miracco) assieme al sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Chissà se Galan ha già spiegato al suo amico Malgara questo possibile scenario. Il voto in Commissione Cultura della Camera su Malgara, ha registrato ieri la parità assoluta, 23 sì e 23 no. Contrarie, compatte, tutte le opposizioni, con il Pd - tra i votanti Martella e Giovanna Melandri - il Gruppo Misto (con Beppe Giulietti), ma anche Fli, Udc e il parlamentare Luciano Sardelli, che ha appena lasciato la maggioranza e sembra diretto verso l'Udc. Un voto decisivo, il suo, per il pareggio che ha determinato la bocciatura. Dall'altra parte, Pdl e Lega hanno sostenuto senza riserve Malgara e lo stesso Carroccio - dopo che quotidiano La Padania che si era espresso circa un mese fa perla riconferma di Baratta - si è schierato per il manager. Ma non è bastato. La presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea ha preso atto della bocciatura, con il ministro Galan e il suo portavoce Salvo Nastasi che aspettavano, invano, il via libera nella stanza accanto.
Biennale, smacco al ministro
La Camera dei deputati ha bocciato per il voto di fatto la designazione di Giulio Malgara a presidente della Biennale di Venezia. La Commissione Cultura ha votato 23 a favore e 23 contrari, con il pareggio determinando la bocciatura. La nomina è stata proposta dal ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan, ma l'opposizione ha votato compatto contro. Il ministro ha espresso la sua soddisfazione per il voto e ha ringraziato i colleghi del Pdl, della Lega e di Popolo e Territorio che hanno votato a favore di Malgara. La bocciatura è considerata politicamente pesante, anche se il ministro e Malgara non intendono fare un passo indietro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo