Alla Camera finisce pari, ma serviva un voto in più Martella: si cambi idea. Zaia: ora lavori. Barbieri (Pdl) Fossi nel ministro andrei avanti, la nomina è del governo VENEZIA Finisce 23 voti a 23. Ma alla Camera il regolamento parla chiaro: per passare una nomina deve avere la maggioranza più uno dei voti. Perciò i 23 voti raggranellati da Giulio Malgara in commissione Cultura, compresi i tre, incerti fino all'ultimo, della Lega Nord, contro i 23 compatti dell'opposizione, sono una sconfitta per la maggioranza. Che incassa, manda giù e guarda dritto al Senato, dove la nomina del presidente della Biennale di Venezia dovrebbe andare liscia perché la maggioranza è più solida e perché le trattative con la Lega sono già partite, mentre alla Camera è bastato il passaggio al fotofinish di Luciano Sardelli dall'Mpa al Gruppo Misto per scompaginare i piani della maggioranza Il governo va comunque avanti. Il voto delle commissioni è consultivo e già Davide Croff che pure i veneziani non vogliono sentire nominare nemmeno come caso di scuola fu bocciato al Senato ma poi andò bene alla Camera e fu nominato presidente senza ulteriori intoppi. E infatti Emerenzio Barbieri, capogruppo del Pdl in commissione, fa suo Il pensiero del ministro Galan: «La responsabilità della nomina è del governo. Fossi in lui andrei avanti comunque». Il momento politico ha giocato moltissimo in questa partita. Da una parte e dall'altra. Paola Goisis, capofila dei deputati leghisti, sintetizza la decisione del Carroccio di votare a favore: «Non potevamo mica far cadere il governo su Malgara! dice . So che c'è dialettica sui territori, avevamo espresso anche noi le nostre perplessità sul metodo della nomina, ma non potevamo essere noi a fare la crisi dopo mentre si sta cercando l'accordo sulle pensioni. Zaia ha detto che era d'accordo con me». Ma la Lega ha detto sì anche perché da Galan sarebbero arrivate ampie rassicurazioni su quanto chiesto dal movimento: ovvero una legge per festeggiare il centenario verdiano. «Verdi per noi è un'icona spiega ancora la Goisis Il Nabucco è il nostro inno. Perciò...». Lo stesso Zaia ieri ha provato a girare pagina «Non posso passare il tempo a guardare le nomine. Sono abituato al "prodotto aziendale". E noi saremo li a valutare Il prodotto aziendale. Il ministro ha l'autorevolezza e l'autonomia per decidere. Per me il dato concreto è che la maggioranza è stata compatta in un momento preoccupante per l'economia». Di tutt'altro parere il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che aveva bollato Malgara come «inadeguato» e che ieri si è detto soddisfatto della bocciatura «Penso che a questo punto sia importante una riflessione da parte del ministro. Sono certo che la Commissione abbia voluto in questo modo anche farsi carico della grave scorrettezza istituzionale commessa dal ministro nel non interpellare il sindaco di Venezia». Da Roma è un diluvio di dichiarazioni. Soprattutto tra chi ieri ha «vinto», dal Pd (anche a livello locale col segretario Michele Mognato) al terzo polo a Idv: «La nomina è respinta ha detto Il deputato Pd Andrea Martella si tratta di una grande vittoria per Venezia. Di questo esito il ministro deve tener conto». Ma l'unica cosa che potrebbe modificare Galan è la nomina del suo capo di Gabinetto Salvo Nastasi nel cda della Biennale.