Dopo i crolli. Il ministro: i lavori continueranno per 4 anni L'annuncio di Galan. Il commissario: vigileremo ROMA La pioggia su Pompei, ancora lei. Questa volta non ha fatto crollare muri o domus, ma ieri ha obbligato il ministro Giancarlo Galan a rinviare la visita programmata fra le rovine con il commissario europeo, Johannes Hahn. Poco importa: «I 105 milioni di euro per Pompei ci sono», ha annunciato trionfante il titolare dei Beni Culturali in una conferenza stampa fiume a Palazzo Chigi dove Hahn ha benedetto le rovine italiane e Galan ha benedetto i soldi portati dal commissario europeo. «Non li abbiamo ancora in tasca i 105 milioni, però...». Però il ministro Galan crede che questo finanziamento sarà la panacea per il sito di Pompei mentre Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali, annuisce e rilancia, garantendo che «l'Italia sarà in grado di spenderli tutti gli otto miliardi che l'Europa ha destinato per il Sud». Annuisce anche Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, prima di abbandonare la sala stampa per tornare a Palazzo Grazioli. «Il piano dei 105 milioni, tutti per Pompei, è articolato in cinque capitoli ed è particolarmente attento alla manutenzione e alla protezione del rischio idrogeologico», spiega Galan, rinviando i dettagli tecnici del piano (approvato in giugno dal Consiglio superiore dei Beni culturali), al sottosegretario Riccardo Villari. Alla fine, però, ieri non soltanto non sono stati forniti i dettagli tecnici, ma non si è avuta nemmeno traccia di questo piano che avrebbe dovuto contenere i finanziamenti previsti tutti e soltanto per Pompei. La verità è che il piano da 105 milioni approvato in giugno dal Consiglio superiore dei Beni culturali prevede interventi per diverse aree archeologiche (oltre Pompei anche Ercolano e Oplontis, come disse il 9 giugno scorso lo stesso ministro Galan). Ieri, tuttavia, Galan parlava soltanto di fondi per gli scavi di Pompei e il commissario Hahn spiegava che «se non fossimo stati certi che il progetto sarebbe stato implementato correttamente non lo avremmo finanziato». L'Ue metterà i soldi e vigilerà passo passo sulla Soprintendenza affinché vengano spesi nel migliore dei modi. Ci sarà Invitalia, la società per azioni del ministero dell'Economia, a supportare la Soprintendenza nel fare le gare e gli appalti. «Sono sicuro che per i prossimi quattro anni i lavori a Pompei non saranno finiti e dovremo seguirli ancora per il futuro», ha detto il commissario Hahn, mentre Stefano Caldoro, presidente della regione Campania, sponsorizzava i suoi gioielli ricordando che «Pompei con due milioni e mezzo di visitatori l'anno è il secondo sito italiano in quanto a visitatori dopo il Colosseo». La pioggia, però, ieri ha fatto rinviare la visita fra le rovine di Pompei. Johannes Han tornerà apposta per questo in Italia il prossimo 7 novembre. I ministri Fitto e Galan sono pronti a fare da ciceroni. Con loro anche il sottosegretario Villari, che chiosa convinto: «I problemi di Pompei non sono certo i fondi: attualmente in cassa, infatti, ci sono ben 40 milioni di euro». La scheda I fondi Il ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, e il commissario europeo Johannes Hahn, hanno annunciato l'arrivo di 105 milioni per il sito archeologico di Pompei Gli ultimi crolli Il 6 novembre 2010 crolla la Domus dei Gladiatori e pochi giorni dopo, l'11 novembre, cede parzialmente la Casa del Moralista. Sabato scorso si stacca un pezzo di muro romano, per la precisione un paramento murario perimetrale e l'altro giorno l'ultimo episodio: cede la porzione di un altro muro, questa volta nella necropoli a Porta Ercolano Interventi Il piano prevede cinque capitoli di interventi con particolare attenzione alla protezione del sito archeologico di Pompei verso i rischi idrogeologici