ROMA - Quella che fa il sottosegretario ai Beni Culturali Riccardo Villari è una denuncia grave e pesante che potrebbe gettare nuova luce sugli sprechi compiuti a Pompei negli ultimi anni. Secondo l'esponente del governo Berlusconi nella gestione dell'area archeologica «ci sono dei segnali» della presenza della camorra e della criminalità organizzata: «E' un affare nel quale girano decine di milioni di euro l'anno, ci sono segnali, qualcuno se ne può intuire, poi si possono interpretare in tanti modo». Per Riccardo Villari «camorra significa un malaffare, un metodo, che si focalizza dove ci sono soldi e interessi. A Pompei ci sono» e per questo sulla gestione dei 105 milioni di euro che arrivano dall'Unione europea, conclude Villari «come ministero dei Beni culturali aggiungeremo la nostra vigilanza a quella che già c'è da parte della Procura e delle forze dell'ordine». L'allarme lascia perplessi gli addetti ai lavori e i sindacati per i quali la «camorra è un alibi per nascondere le incapacità mostrate dal governo nella gestione di un bene dell'umanità».