In Duomo a Massa, quel 5 di novembre dello scorso anno, c'erano tutti. Dal presidente della Regione Rossi a quello della Provincia apuana Angeli. Davanti alle bare di mamma Nara (39 anni) e del figlioletto Mattia (solo 2), di fronte a un padre che piangeva su quella piccola cassa bianca, tutti si ripromisero - vescovo compreso - che tragedie del genere non dovevano più ripetersi. Invece è successo di nuovo. E con sconcertante e neanche sospetta puntualità. La chiamano "bomba" d'acqua, e in effetti Aulla, moderna capitale della Lunigiana, aveva subito danni del genere solo dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, quando era la prima retrovia della linea Gotica. Ma questa bomba d'acqua precipita su boschi abbandonati, fossi intasati, su pianure che sono solo asfalto e cemento. Come è possibile che i nostri suoli reggano tanta violenza? La provincia apuana ha record sconcertanti. Secondo l'Istituto nazionale di urbanistica la pianura costiera di Massa e Carrara è stata nel dopoguerra la più urbanizzata d'Italia. Ettari ed ettari consumati che nemmeno alle falde del Vesuvio e nell'ex Conca d'Oro a Palermo. Idem per quella fertile pianura che sul versante ligure circonda Bocca di Magra e Sarzana. Inutile tenere puliti fossi e canali: non esiste più un terreno agricolo che assorba la pioggia e così tutto si scarica nei corsi d'acqua. E quando arriva la bomba, l'acqua travolge tutto: paesi, zone industriali, uomini. Ci vorrebbero milioni di euro per mettere in sicurezza la provincia di Massa, a partire dalla Lunigiana. Ma anche la collina di Massa è ballerina. E tutti quei milioni non ci sono, meno che mai ora. Ma mentre presidenti e sindaci lamentano la mancanza di finanziamenti per salvare il territorio, approvano e firmano piani strutturali che porteranno ancora asfalto e cemento. Il problema, molto del problema, sta lì: che il cemento non si ferma, anzi in questi anni di scudi fiscali, russi che investono, Borsa che va male, aumenta la voglia di terze case (le seconde le hanno già quasi tutti...). Il cemento tira perché dà consenso e soldi (intanto quelli degli oneri di urbanizzazione, poi consulenze, prebende, appalti, etc). In Toscana, per la precisione a Massarosa (Versilia), c'è un ex sindaco indagato perché è stata concessa una lottizzazione in collina, falsicando - ecco l'accusa - i dati della pendenza delle case. Siamo ormai a questi livelli, pur di aggiungere cemento a cemento. Ed è finito nel mirino di un pm solo per la pervicacia di Italia Nostra che ha condotto una battaglia quasi in solitaria. Ma la notizia, tutte queste notizie non indignano più di tanto. Ormai la rabbia della gente si ferma alla giaculatoria rispetto ai propri problemi: lo scantinato allagato, l'auto fuori uso da ricomprare. C'è quasi rassegnazione. Si spera solo che ci paghino i danni e a mare tutto il resto. Si cerca di tornare alla normalità e poi di un'intera provincia che frana alla prima pioggia se ne riparlerà. Magari alla prossima alluvione e alla prossima messa funebre.