Il Comune ha avviato 248 procedimenti: già demoliti due edifici abusivi LIVORNO. I controlli del nucleo edilizia privata della polizia municipale hanno fatto le prime "vittime": due annessi abusivi (trasformati senza concessione in abitazioni) sono stati demoliti, perchè i proprietari non hanno ottemperato all'ordinanza di ripristino che era stata emessa dal Comune. Gli abbattitimenti e l'acquisizione dell'area interessata dagli abusi si sono verificati nella zona collinare della città: l'amministrazione comunale non ha specificato dove ma ha solo escluso il Limoncino. E altre notifiche di demolizione sono in arrivo un po' in tutta l'area interessata dal fenomeno degli annessi agricoli (Limoncino, certo, ma anche Collinaia, Salviano, Puzzolente, Padula, Valle Benedetto, Montenero e Castellaccio), dove sono in corso i controlli che - a detta di Palazzo Civico, saranno intensificati «dato che i procedimenti avviati negli anni passati sono arrivati a conclusione con tutti gli effetti di legge che ne conseguono». Negli ultimi tre anni, l'ufficio edilizia privcata del Comune ha infatti avviato 248 procedimenti di repressione dell'abusivismo edilizio riguardanti la "trasformazione" di annessi agricoli. E si tratta di una cifra in difetto, visto che non comprende la lottizzazione abusiva del Puntone (per il quale sono state emesse ben 31 ordinanze) e che per il 2011 i dati ufficiali sono parziali perchè si fermano ai primi quattro mesi con 27 provvedimenti (nel 2009 sono stati 104, nel 2010 117). Quindi il numero dei presunti abusi accertati dal Comune è destinato ancora a crescere. I casi in questione, inoltre, riguardano interventi che - secondo gli accertamenti della polzia municipali - sono stati eseguiti in assenza di permesso a costruire (sono quindi esclusi gli abusi minori puniti con la sola sanzione pecuniaria) Per decine di queste posizioni, sono già state emesse le ordinanze di demolizione o di rimessa in ripristino. Già, perchè il responsabile dell'abuso ha la possibilità di risolvere la questione provvedendo a demolire volontariamente la struttura che non è a norma. E proprio per verificare se la rimozione sia stata effettuata o meno, è stato dato il via dagli uffici tecnici comunali a un'operazione di controllo: nei primi mesi del 2011, i vigili hanno accertato due casi di inottemperanza e di conseguenza, in base a quanto previsto dalla normativa in materia, le aree interessate dagli abusi sono state acquisite dal patrimonio comunale, attraverso l'immissione inpossesso e la trascrizione nei registri immobiliari. In questi casi è il Comune - proprietario dell'area - che abbatte gli edifici abusivi. «Ulteriori atti di accertamento di inottemperanza - spiegano all'Ufficio edilizia privata - verranno emessi all'esito delle verifiche che la polizia municipale sta effettuando in realzione alla volontaria esecuzione delle ordinanze di demolizione emesse negli anni scorsi». Insomma, dopo gli accertamenti compiuti e le ordinanze emesse in passato (attività che comunque andrà avanti, considerate le notevoli dimensioni del fenomeno degli annessi agricoli "trasformati" in casa), è arrivato il momento delle sanzioni. GIUSTIZIA E MATTONI L'OPERAZIONE Dal 2007 più verifiche Quando si parla di controlli, annessi agricoli e abusi edilizi, va sempre ricordato che l'assessore Bruno Picchi - all'epoca titolare della delega all'urbanistica - parlò di demolizioni molto tempo fa, addirittura nella primavera del 2007, e lo fece in rappresentanza della giunta nel corso di una seduta della quarta commissione consiliare "Assetto del territorio". Quindi assai prima che l'attuale assessore all'urbanistica Mauro Grassi, affermasse chiaro e tondo - cosa che ha fatto pochi giorni fa - che gli annessi abusivi «devono andare giù». Con l'immediata replica del vicendindaco Luca Bogi, con delega all'edilizia privata e quindi competente in materia, che ha sottolineato come non ci «sarà nessun accanimento» con un riferimento esplicito alla situazione che si è creata al Limoncino. Ma è soprattutto da rilevare che le parole di Picchi furono pronunciate in una sede istituzionale. Fu in quella circostanza, che l'assessore espresse la posizione ufficiale della giunta sulla questione degli annessi agricoli (calcolati in in circa 7.000 manufatti) delle zone di Limoncino, Padula, Puzzolente e Collinaia, etc.: spiegò che il 30 giugno di quello stesso anno sarebbero scattate le ordinanze di demolizione degli annessi "abusivi", che cioè differivano per dimensioni e tipologia da quanto previsto dal Piano regolatore. I proprietari che si fossero opposti all'abbattimento si sarebbero visti espropriare dal Comune una porzione di terreno pari a dieci volte le dimensioni dell'immobile. I comitati di cittadini replicarono chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto e discussione per cercare di trovare una soluzione che evitasse gli abbattimenti. La giunta affermò che qualsiasi variazione della disciplina avrebbe potuto riguardare solo il futuro (e una soluzione definitiva è stata ora rinviata al nuovo piano strutturale): si sarebbero dovuti abbattere i manufatti edificati illegalmente per poi procedere alla costruzione di nuovi annessi agricoli conformi. I cittadini dei comitati risposero che non era giusto abbattere egli annessi agricoli che di poco superavano i limiti previsti dalla normativa mentre nei condoni dell'85 e del '94 erano state "regolarizzate" ville e villette. E da allora la questione continua ad essere un nervo scoperto. A.G. IL CASO DEL PUNTONE Giù la lottizzazione LIVORNO. La lottizzazione abusiva di più ampia rilevanza, il cui accertamento risale al 2009, è quella realizzata in località Puntone. Nel corso del 2009 gli uffici tecnici del Comune hanno inviato ben 31 ordinanze di sospensione della lottizzazione cui hanno fatto seguito 30 operazioni di rimessa in pristino volontaria da parte dei responsabili, con eliminazione dei volumi abusivamente costruiti. Nel frattempo, è stata respinta dal Tar di Firenze l'unica istanza di sospensiva presentata avverso una delle ordinanze, «con conseguente conferma del buon operato dell'amministrazione» si afferma a Palazzo Civico. Al momento attuale, al fine di procedere alla eventuale revoca della ordinanza di sospensione della lottizzazione, l'amministrazione comunale aspetta di conoscere gli esiti del nuovo accertamento dello stato dei luoghi che è stato chiesto alla Guardia Forestale: fu infatti proprio la Forestale ad accertare per prima l'esistenza di questa maxi-lottizazione abusiva. Un altro caso di ampie dimensioni è quello del frazionamento abusivo di via delle Macchie-via dell'Uliveta: l'unico proprietario ha dichiarato di abbattere volontariamente i manufatti ritenuti abusivi e ora i controlli dovranno verificare che sia avvenuto il ripristino.