Rossi: scoprire i responsabili. Gabrielli: mancano fondi e prevenzione «Certe situazioni non sono sempre figlie del caso», continua Franco Gabrielli, mentre «nemmeno le risorse sono adeguate, e bisognerà aprire una riflessione seria su questo problema». E che il dramma di Aulla e Pontremoli fosse evitabile, se non si fossero tirati su pezzi interi di città dentro il letto di un fiume pericoloso, lo dice anche lAutorità di bacino del Magra, il cui piano di assetto idrogeologico (Pai) del fiume, spiega il segretario generale Alessandro Fignani, «nel 2006 ha classificato gran parte delle zone colpite a rischio molto alto», cioè in cui sarebbe stato assolutamente vietato costruire. E però già piene di insediamenti, previsti nel piano regolatore. Basta una foto area «per vedere case dentro lalveo naturale fiume», dice Fignani. A quel punto, però, per mettere al sicuro labitato di Aulla dalle piene più devastanti, che ricorrono in media ogni 200 anni, «o si realizzavano casse di espansione a monte della città, con costi altissimi (circa 300 milioni, secondo il Pai ndr) e uno svantaggioso rapporto costi benefici, o ci si limitava a mettere in sicurezza gli argini a valle, per pararsi almeno dal rischio delle piene più frequenti», previste ogni 30 anni. Meglio ancora sarebbe stato spostare tutto da unaltra parte, «scelta, però, troppo difficile». Così, in tempi di vacche magre, si è optato per la soluzione più percorribile, il consolidamento degli argini, come quelli che costeggiano le zone colpite del quartiere Matteotti e di Bagni di Podenzana, alla confluenza del magra con lAulella, per cui la Regione ha stanziato 2 milioni di euro. Ma ancora pochi giorni fa la gente ha protestato chiedendosi perché gran parte di lavori dovesse ancora cominciare. «Le procedure sono sempre troppo lunghe», dice Fignani, «per appaltare i lavori servono mesi, è inaccettabile», ma attenzione: «Le deroghe sono pericolose, servono piuttosto procedure più snelle e trasparenti». E a parlare di «un problema di prevenzione» è stato ieri, durante la visita alle zone colpite, anche il presidente della Regione Enrico Rossi, che pone però dei distinguo: «La Toscana i suoi impegni li ha mantenuti» dice, «non così il governo, che a fronte dei nostri stanziamenti del 2011 per i Pai toscani, 15 milioni, già ridotti dai 60 del 2010 causa patto di stabilità, ha tagliato i suoi del 90», cioè trasferito solo 18 milioni dei 67 promessi, tenendone 12 in cassa e tagliandone 30 con lultima finanziaria. Ma Rossi se la prende anche con chi potrebbe non aver rispettato i vincoli di edificabilità, fissati già dalle norme regionali del 96 e che verranno ribaditi anche questanno: «Bisognerà accertare le responsabilità politiche di chi ha gestito il governo del territorio ad Aulla, con uno sviluppo edilizio che non ha rispettato nemmeno il buon senso». «Hanno distrutto la mia città» ha detto ieri Lucio Barani, ex sindaco socialista di Aulla dal 90 al 2004, oggi parlamentare Pdl. «Quando sono arrivato le case le avevano già costruite le giunte di sinistra, io, semmai, ho fatto di tutto per mettere in sicurezza il fiume». E ieri si è posto anche il problema della manutenzione degli argini del Magra (a chi toccava evitare che la piena trascinasse a valle montagne di detriti?). Secondo la legge, sarebbe compito dei frontisti del fiume, e cioè, a seconda dei tratti, di Comune, Provincia, Consorzi Bonifica, guardia forestale, una selva di competenze che renderà più arduo trovare eventuali responsabilità. Mentre non trova conferma lipotesi circolata che a causare londata dacqua sia stato un rilascio improvviso dacqua dalla diga di Teglia, gestita da Edison: «Non avrebbe mai potuto causare un livello come quello raggiunto», dice lAutorità di bacino.