Intervista al ministro per i Beni culturali dopo limpugnativa del governo: "La Costituzione non si può forzare: tutela il paesaggio" "La Polverini è prepotente". Rientrano le dimissioni della giunta Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, respinge le accuse della Regione Lazio dopo limpugnazione da parte del governo del Piano casa e va allattacco di Renata Polverini. «È prepotente», afferma. Poi difende la sua decisione perché, spiega, «non si possono forzare la Costituzione e le leggi italiane sulla tutela del paesaggio». Intanto ieri la governatrice del Lazio ha incontrato, insieme agli assessori del Pdl, il coordinatore del partito Angelino Alfano. Un vertice grazie al quale i dieci componenti della sua squadra hanno ritirato le dimissioni annunciate 48 ore fa proprio dopo la decisione del governo contraria al Piano casa. «Sono allibito». Allindomani del terremoto provocato dallimpugnazione del Piano casa da parte del governo, il ministro Giancarlo Galan sembra leroe di Blade runner. Solo che i suoi Bastioni di Orione sono le Mura Aureliane: «Da quando sono a Roma ho visto cose dellaltro mondo. Fortuna che sono temprato, cho un carattere solido», sorride il titolare dei Beni culturali. Ministro, ma perché lei con la Polverini non sè mai preso? «Non so dire... Ci sono alcune cose che mi dan fastidio: 'sto atteggiamento prepotente, "parlo con il premier"... io non ho mai telefonato a Berlusconi, ho fatto 15 anni il presidente del Veneto, ho fatto lunico Piano casa che ha funzionato... Mi son risolto sempre tutto da solo. È poi stupefacente questo uso disinvolto del linguaggio, poco raffinato: uno che non la conosce, capisce subito che non ha studiato a Eton». Allora ha ragione la Polverini quando dice, a proposito della bocciatura del Piano casa, che cè accanimento da parte sua... «Sa qual è la cosa che mi colpisce di più? Questo voler pretendere di forzare norme che, dalla Costituzione in giù, sono scritte in tutte le leggi italiane. Non è questione di governo amico. La Costituzione prevede che la tutela del paesaggio sia affidata allo Stato e io la esercito. Un Piano casa deve prevedere che si facciano ampliamenti, cambi di destinazione duso, ma non che una legge regionale possa scavalcare la legge nazionale per costruire un impianto da sci o una sessantina di darsene». La giunta del Lazio obbietta che queste infrastrutture sono strategiche per lo sviluppo della Regione. «Ma mica io dico di non farle. Le costruiscano pure, ma secondo le norme dello Stato e quindi con lautorizzazione degli organi di cui lo Stato si serve per esercitare il potere di tutela. Io li avevo pure avvertiti a luglio, ma apriti cielo: hanno reagito come se avessi commesso chissà quale delitto. Invece bastava fermarsi un attimo e vedere quali interventi fare per evitare lo stop del governo». Intanto la governatrice ha invocato un chiarimento e oggi ha incontrato Alfano, insieme a un drappello di big pidiellini. Comè andata la riunione? «Non lo so perché non mi interessa. Lei è il capo di una Regione, io sono ministro pro tempore dei Beni culturali. Allatto di nomina io giuro sulla Costituzione, mi si impone di tutelare il paesaggio e io lo tutelo. Il ricorso proposto innanzi alla Consulta non è una questione politica». Tuttavia le accuse lanciate contro di lei, il governo e il premier sono pesanti. Anche lei, come tanti altri, pensa che la Polverini abbia preso il Piano casa a pretesto per smarcarsi da Berlusconi? «È una supposizione che ha una sua legittimità ma io non la voglio fare. Certo è che quando dice "ho preso un milione e mezzo di voti" cè da preoccuparsi. Perché: chi li ha presi quei voti? Lei sola? Cosa sono 'sti discorsi? E comunque questo ti autorizza a fare qualcosa di incostituzionale? Non potrebbe neppure se avesse preso il 100. Le amministrazioni si esprimono per atti soggetti alla legge». Quindi non è vero che lei ha insistito sul ricorso contro la legge del Lazio solo per puntiglio. «Ma sa quanti erano allinizio i motivi di impugnazione? Diciotto. Che alla fine abbiamo ridotto a 3-4 punti, oltretutto limitando la richiesta al petitum, non bloccando tutta la legge. Adesso lunica cosa da fare è aspettare la pronuncia della Corte o modificare la legge regionale». Cosa consiglia ministro? «Di modificare la legge, la stessa cosa che suggerii a luglio. Tra laltro non è la prima volta: abbiamo impugnato anche il Piano casa del Molise e quella giunta lha cambiata». Non crede che, visti i rapporti, se glielo consiglia lei la Polverini fa il contrario? «È questo il guaio, che lei personalizza tutto. Se io avessi preso come unoffesa personale ogni impugnazione, starei fresco: nella vita mi è capitato almeno una ventina di volte». Lei però non ha mai minacciato di andarsene, mentre in questo caso si è quasi dimessa mezza giunta. «Calma, calma, qui non si è dimesso nessuno, ma non mi faccia dire altro. Da quando sono a Roma mi par di vivere in un altro mondo». È questo il punto: il Pdl locale sostiene che lei, da veneto, è contro Roma. È così? Ha anche tolto i fondi al Festival del cinema. «È una delle più colossali fesserie che si possono dire, io sono solo un tipo rigoroso. Qualsiasi altro ministro al posto mio avrebbe detto: cosa saranno mai 150mila euro da dare al Festival di Roma, così evito di litigare. Siccome però non sono soldi miei, ma dei cittadini italiani, io ho fatto la cosa che ritenevo più giusta. Sarò influenzato dalle letture einaudiane, ma penso che fare concorrenza al Festival di Venezia sia uno spreco di risorse. Se Roma facesse quello che fa Parigi, una rassegna di retrospettive, oppure ciò che Venezia non riesce a fare, cioè il mercato da portare via a Cannes, sarei prontissimo ad aiutarla». È andata così pure sul Piano Casa? Mi spiego: poteva decidere di non chiedere limpugnazione? «Quello era un obbligo, scritto nella Costituzione, in consiglio dei ministri eravamo tutti daccordo. Spero che prima o poi lo capiscano, che la ragione prevalga. Che rifacciano la norma, così ritiriamo il ricorso».
LAZIO - Piano casa, lattacco di Galan
Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha respinto le accuse della governatrice del Lazio, Renata Polverini, dopo l'impugnazione del Piano casa. Galan afferma che la Costituzione non si può forzare e che le leggi italiane sulla tutela del paesaggio devono essere rispettate. Polverini ha accusato Galan di essere prepotente e di aver preso il Piano casa a pretesto per smarcarsi da Berlusconi. Galan ha risposto che non ha mai telefonato a Berlusconi e che la sua decisione è stata motivata dalla necessità di tutelare il paesaggio. La governatrice ha incontrato il coordinatore del Pdl, Angelino Alfano, insieme agli assessori del partito, e ha ritirato le dimissioni annunciate.
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