Giovanni Gabriele: "Quando cè levento si danno da fare, poi dimenticano tutto" "Nonostante tutto si prepara una legge per diminuire le distanze dai fiumi delle nuove case" "Alle Cinque Terre non ci sono più i boschi, la pioggia scivola sul cemento e distrugge tutto" Per capire lorigine del problema, il motivo per cui la Liguria si sgretola quando piove, si deve tornare indietro di più di 100 anni, al 1873, quando il ministro Quintino Sella istituì il Servizio Geologico dItalia che aveva il compito, oltre allo studio del territorio, della sua difesa attraverso la prevenzione. Ebbene, secondo Giovanni Gabriele, geologo, consigliere nazionale di Italia Nostra, con gli anni è stato fatto poco per conoscere meglio i rischi idrogeologici. Sono stati fatti passi indietro, è stato dato il via libera allabusivismo, al disboscamento, allurbanizzazione selvaggia, senza regole. Il disastro dello spezzino si poteva controllare e impedire? «Certo, è stato più volte proposto che è necessario che in ogni comune sia predisposta la "carta del rischio", ma il progetto non è mai partito - spiega Giovanni Gabriele - . Così, non conosceremo mai la vulnerabilità delle case, delle infrastrutture, dei monumenti da tutelare. Non si sa quali siano i terreni incolti, i muretti a secco saltati e al loro posto. Sarà banale, ma erano un baluardo eccezionale per gli eventi alluvionali perché avevano una funzione drenante». Ma potevano bastare per fermare questa furia «Avrebbero fatto molto. In Liguria, come del resto in tutta la penisola, sono spariti. Non cè un drenaggio naturale, la pioggia si rovescia sulle strade e in vecchi torrenti che non ci sono più come è avvenuto a Monterosso e di Framura, dove lacqua ha spazzato via tutto quello che ha trovato». Di chi è la responsabilità? «Degli amministratori - sottolinea il geologo - . Quando cè levento si danno da fare, poi si dimenticano tutto. Per non parlare dei tempi per avere risposte. Ci sono casi di persone che da un anno hanno lesioni alle case per eventi alluvionali e solo ora avranno risposte dallamministrazione». Le Cinque Terre sono in ginocchio. «Il problema è grosso. Dopo gli eventi giudiziari dellanno scorso, è stato nominato un commissario, ma serve solo per lordinaria amministrazione, non cè nessuno che conosca i problemi dovuti alla scelta scellerata di sacrificare la natura agli interessi. In quel territorio cè stata la cementificazione, non ci sono più boschi, la pioggia trova un trampolino e prende velocità. Distrugge tutto. È accettabile che il nostro territorio, così fragile per sua natura, dopo unintensa precipitazione, peraltro sempre prevedibile, debba essere così gravemente danneggiato, senza colpire chi avrebbe dovuto prevenire?» Dobbiamo abituarci alle distruzioni, ad altre vittime? «Le domande sono sempre le stesse, le risposte pure: le dico solo che nonostante la lotta che stiamo facendo con il Wwf potrebbe essere fatta una legge per modificare le distanze per costruire dai fiumi. Diminuendole...» Gli esperti come lei dicono che è importante il rafforzamento dellautorità di bacino per difendere il territorio dagli eventi alluvionali. «Giusto, ma anche i geologi hanno le loro responsabilità. Devono sostenere la legalità, non coprire ciò che non va fatto». Concludendo, ritorniamo questione "carta del rischio". «È necessario un censimento di tutto quello che è stato fatto e proporre iniziative mirate a scongiurare una volta per tutte le disastrose conseguenze sulle costruzioni, i danni economici, i disagi e soprattutto la vite umane».