E questa volta, c'è da crederci. Ad aver siglato il "patto" per il futuro della Galleria sono stati il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici. Occasione, la visita del ministro alla Fondazione Spadolini-Nuova antologia a Pian dei Giullari. Dopo un colloquio a porte chiuse durato bel oltre un'ora, ministro e sindaco (accompagnato dagli assessori Siliani e Biagi), sono usciti con un pacchetto di certezze che dovrebbero diventare realtà in tempi accettabili, dopo la lunga attesa e le tante polemiche: in prima istanze verrà realizzato dal gruppo di lavoro che fa capo al direttore generale per i Beni architettonici del ministero, Roberto Cecchi, il progetto esecutivo, a cui seguirà la gara di appalto. Inevitabile la "supervisione" del Comune, che nell'operazione anticiperà tre miliardi di vecchie lire: «Ma si tratta di lavorare insieme», commenta il direttore generale Roberto Cecchi. Superata questa prima fase burocratica, entro fine del 2003 partiranno i lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi. «I soldi sono già disponibili: 67 miliardi di vecchie lire, che dovrebbero bastare per portare a compimento l'intero progetto, pensilina e ascensori compresi» assicura il ministro che, tirando un respiro di sollievo in vista di una via d'uscita di una vicenda che negli ultimi 3 anni ha fatto registrare polemiche e ritardi, si è lasciato andare a un liberatorio: «alla fine ha prevalso l'ottimismo della volontà». Avanti tutta, quindi, sorvolando su particolari scottanti come l'uscita disegnata dall'architetto giapponese Arata Isozaki,«che verrà realizzata comunque» (mentre il soprintendente Valentino si è sempre dichiarato contrario, come l'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi), con l'ipotesi di un'eventuale «rielaborazione anche sulla base di quanto dovesse emergere dall'ulteriore campagna di scavi archeologici prevista sull'area di piazza Castellani e finalizzata a indagare le preesistenze altomedioevali» anticipano all'unisono sindaco e ministro, che sulla vicenda hanno prodotto un documento mirato ad accelerare i tempi e stemperare i veleni. «E' stato raggiunto un accordo di massima che prevede la realizzazione del progetto esecutivo dell'intero complesso degli Uffizi, compresa la nuova uscita su piazza Castellani progettata da Arata Isozaki, così come rielaborata anche sulla base di quanto dovesse emergere dalla ulteriore campagna di scavi archeologici ribadisce la nota ufficiale . Il progetto esecutivo complessivo sarà redatto dal ministero nell'arco di circa cinque mesi, avvalendosi delle risorse già messe a disposizione dell'amministrazione comunale, dalla società del gruppo Benetton che sta restaurando l'ex cinema Capitol in piazza Castellani, acquisendo anche collaborazioni esterne all'amministrazione dei Beni Culturali». «Il ministero si impegna a garantire le ulteriori risorse necessarie per la realizzazione dell'intero complesso delle opere» conclude Urbani, ricordando che fra gli scogli ancora da superare ci sono i vincoli imposti della Legge Merloni. «Ma sono fase di preparazione un decreto legislativo e un disegno di legge che dovrebbero accorciare i tempi», sospira esausto il ministro.
Ancora cinque mesi: poi il progetto esecutivo per i Nuovi Uffizi vedrà la luce.
Il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, hanno firmato un accordo per il futuro della Galleria degli Uffizi. Il progetto esecutivo sarà realizzato dal ministero, con la collaborazione della società del gruppo Benetton e di altre entità esterne. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi uffizi, un nuovo ascensore e la rielaborazione del progetto di uscita progettato dall'architetto giapponese Arata Isozaki. Il progetto esecutivo sarà redatto in cinque mesi e il ministero si impegna a garantire le risorse necessarie.
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