Mobilitazione degli ambientalisti contro un impianto su cento ettari nel Comune di Roccastrada GROSSETO. Da una parte c'è l'asse (metallico) tra società alla ricerca di terra e di affari ed enti locali bisognosi di denaro; dall'altra quello verde, composto da cittadini e ambientalisti che si interrogano, preoccupati, sul proliferare dei campi di silicio. In mezzo la politica, a cui non sempre riesce la mediazione: la Regione Toscana che frena, la Provincia di Grosseto che, dopo un'iniziale partenza a tutto gas, riperimetra. Le linee guida partorite a Firenze per mettere un freno al boom fotovoltaico e ai suoi possibili effetti negativi - poi trasformate in legge dalla Giunta - avevano messo in moto una serie di irregolarità procedurali. Quasi tutte sono state sanate. Ma sui nuovi progetti e i nuovi percorsi le discussioni non si placano, anzi... Ambientalisti (e non solo) chiedono a gran voce che il destino dei territori sia l'effetto di un governo responsabile e lungimirante, non la risultante di astuzie messe in atto da speculatori facendo leva sull'immagine "pulita" del prodotto e sul bisogno di amministrazioni alla canna del gas. Così, dopo l'euforia dei primi tempi, ora crescono i dubbi e si moltiplicano, in tutta la Maremma, le proteste contro i grandi impianti fotovoltaici in progetto. Un duro attacco alla Provincia, al Comune di Roccastrada, al Pd locale. Un appello alla Regione a "salvare" il territorio da un uso sconsiderato e speculativo del fotovoltaico. A firmare queste denunce è il Comitato Val di Farma, «favorevole - spiega Loretta Pizzetti, portavoce - alle energie rinnovabili, ma non in questi termini...". I fatti. La ditta Ns di Treviso ha ripresentato di recente un progetto per l'installazione di pannelli fotovoltaici a terra su un'estensione di oltre 100 ettari su terreno agricolo denominato Collelungo, tra Roccastrada e Civitella. Il progetto-bis è successivo all'approvazione della legge Regionale 62011, che individuava le aree Dop ed Igp come aree non idonee all'insediamento di impianti fotovoltaici a terra di grandi dimensioni (da soggetti diversi dagli imprenditori agricoli), lasciando alla Provincia - sentiti i Comuni interessati - la possibilità di proporre alcune deperimetrazioni. La novità. «Ebbene - scrivono gli ambientalisti roccastradini - noi non abbiamo ancora visto le famose proposte di deperimetrazione inoltrate dalla Provincia di Grosseto alla Regione, ma da informazioni assunte all'ufficio ambiente, pare che la zona di Collelungo sia tra quelle oggetto di deperimetrazione, pur avendo le caratteristiche di pregio indicate dalla Legge regionale. Noi siamo contrari a queste scelte, per una serie di problematiche più volte approfondite: il consumo improprio di suolo agricolo, destinato alla produzione di cibo e non restituibile alla natura o all'agricoltura; l'impatto sui terreni dovuto alle opere infrastrutturali e alle manutenzioni; i benefici economici limitati a pochi soggetti; la rimozione e lo smaltimento dell'impianto dopo 25 anni, alla scadenza dei contributi previsti». L'area interessata. L'insediamento riguarda la zona Quadrone-Aratrice, un territorio pianeggiante rimasto fino ad oggi intatto nelle sue caratteristiche rurali. Non solo. Rientra nella Doc del Monteregio, nell'Igp e nel Distretto Rurale della Maremma, oltre a vantare caratteristiche di integrità paesaggistica ormai molto rare, con numerose coltivazioni, alberi di pregio e filari di cipressi. Secondo il Comitato Val di Farma «qui un impianto da 100 ettari avrà un impatto visivo e morfologico notevole e una superfice "riflettente" di simili proporzioni avrà ripercussioni importanti sul microclima». L'affondo politico. «Da anni - conclude Loretta Pizzetti - si operano scelte sul territorio che risultano fallimentari, sia dal punto di vista dell'economia, sia dal punto di vista del decantato turismo sostenibile. Si parte raccontando che ci sarà sviluppo e si arriva agli scempi paesaggistici. Ne è un esempio la miniera di caolino di Piloni. L'ultima chimera per fronteggiare degrado e spopolamento, dicono gli amministratori, è il fotovoltaico di Collelungo, una complessa operazione commerciale che nel progetto porta la firma del segretario comunale del Pd. È una coincidenza? Noi oggi facciamo due richieste: la prima è che il Pd di Roccastrada, come ha fatto il Pd di Manciano, si dichiari contrario ai megaimpianti a terra; la seconda è che a Firenze, in Regione, la proposta di deperimetrazione dell'area Doc e Igp di Collelungo non venga accolta ma stralciata».