Si sfarinano 2 muretti. La soprintendente: "Senza mezzi per intervenire" Inviato un rapporto al pm. La Uil: spesi 400 mila euro lanno per la società Autogrill Si fa fatica ad arrivare in via dei Sepolcri e, successivamente, sulla via Consolare che è una delle arterie nobili di Pompei, ma, in compenso, quando si arriva nellarea della necropoli esterna a porta Ercolano, lentità dei crolli appare evidente: un mucchio di detriti nei quali anche un occhio poco esperto nota la presenza del cemento. Materiale datato, insomma. Il danno, quindi, è lieve e uno degli archeologi aiuta a capire cosa è successo: si è sfarinato un muretto posto per tamponare lingresso di un ambiente di età romana. E delle stesse modeste dimensioni è laltro cedimento avvenuto sempre lungo via Consolare dove è caduto un muretto che fa parte di un restauro recente. Modesti i danni e nessun coinvolgimento della città archeologica, ma grande lo sdegno. E, soprattutto, grande fermento per il sopralluogo che i ministri Galan e Fitto, il commissario europeo Hahn, il sottosegretario Villari e il presidente Caldoro faranno oggi a Pompei dopo la conferenza che terranno a Roma. Pompei, ormai, vive una doppia vita: i turisti sono sempre più numerosi - anche ieri si è sfiorato il record delle presenze - nonostante le sventure che i media raccontano quasi ogni giorno, ma la politica e la burocrazia hanno tempi lunghissimi e adottano procedure farraginose e poco limpide. La scoperta dei crolli, tra laltro, è avvenuta quasi per caso ed è stata fatta dagli operai che ieri mattina avevano messo mano al discerbamento che si fa quando le erbacce arrivano allaltezza dei monumenti. «Per il resto - conferma il soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro - non si fa manutenzione almeno da due anni ed è, quindi, possibile che i cedimenti scoperti siano avvenuti nei giorni scorsi. La verità è che, piaccia o no, il sito, nonostante siano stati spesi tanti soldi, non è stato messo in sicurezza. Ora se la prendono con me, se vogliono la mia poltrona si accomodino». La tensione, nei corridoi e negli uffici, è altissima e diventa addirittura elettrica quando le agenzie battono la notizia di una interrogazione della senatrice del Pd, Annamaria Carloni, nella quale si dice che da parte del governo cè di nuovo voglia di commissariamenti «magari con il modello (infausto) della protezione civile». Che è poi un sentimento diffuso tra i funzionari e qualcuno è disposto anche a denunciarlo: «A Pompei - dice una segretaria - paghiamo laggressione della politica». I carabinieri hanno già inviato un rapporto alla Procura di Torre Annunziata sui nuovi crolli e larea interessata dai cedimenti è stata sequestrata, ma è ben difficile che si riesca a venirne a capo in tempi brevi. Una pratica che si aggiunge alle altre e lufficio stampa della Uil intanto firma una denuncia e accusa: «Il piano per Pompei non è di 105, ma di 85 milioni perché molte risorse vanno fuori dagli scavi e servono a pagare consulenze e indagini idrogeologiche. Ma nessuno si preoccupa di denunciare lo scandalo dello scarico dei reflui con la società Autogrill che gira, in virtù di una clausola contrattuale, le fatture alla Soprintendenza per una spesa globale di 400 mila euro lanno».