L'associazione Colli e Laguna incontra Fai, Legambiente, Wwf e Rete dei Comitati. Gli esperti evidenziano le criticità e le perplessità sul progetto 2011. Corridoio Tirrenico Tanti i contro L'Associazione Colli e Laguna di Orbetello ha partecipato all'incontro sul corridoio tirrenico organizzato a Borgo Carige da Fai, Legambiente, Wwf, Rete dei Comitati e altri singoli Comitati. Sebbene abbia apprezzato le analisi degli esperti che hanno evidenziato le criticità del progetto 2011 e le perplessità sulle stime dei flussi di traffico e sulla trasparenza del piano finanziario dell'opera, ha condiviso soprattutto le relazioni del vicepresidente della Provincia Marco Sabatini e del consigliere provinciale Valentino Bisconti. Questi ultimi hanno evidenziato i danni irreparabili che il progetto 2011 causerebbe alla vita della popolazione. Infatti risultano inaccettabili l'utilizzo della SS1 già realizzata con denaro pubblico e la mancanza di complanari e collegamenti necessari per lo svolgimento naturale di tutte le espressioni di vita (M. Sabatini). Gli interessi locali (trasporti pubblici e privati, servizi socio-sanitari) sarebbero inoltre danneggiati, andando a ledere il diritto allo studio e alla salute (V. Bisconti). E' stata quindi fortemente ribadita la priorità della vita umana rispetto al risparmio di suolo. L'Ass. Colli e Laguna sottolinea che, per varie ragioni, un'arteria di lungo collegamento non può essere localizzata sulla fascia costiera da Fonteblanda ad Ansedonia, al di là della particolare progettazione. Innanzi tutto un tracciato sull'Aurelia non comporterebbe alcun risparmio di territorio, in quanto, anche in caso di esenzione dei residenti dal pedaggio con il sistema free flow mutilane, le complanari sarebbero indispensabili per i veicoli agricoli e altri piccoli mezzi non ammessi in autostrada e in ogni tipologia stradale analoga, in quanto la SS1 è in questo tratto unica litoranea. Anzi, un tracciato costiero porterebbe a un ingente consumo di territorio attualmente non urbanizzato in questa stretta fascia, o direttamente, qualora non sia usato il sedime dell'Aurelia, o indirettamente, qualora venga utilizzata l'Aurelia. In quest'ultimo caso infatti il Regolamento Urbanistico dovrebbe individuare nuove zone di espansione dei centri abitati diverse da quelle attualmente previste, con conseguente urbanizzazione e cospicuo consumo di suolo attualmente agricolo. Questa zona inoltre è protetta ormai da alcuni decenni secondo normative e convenzioni nazionali ed internazionali per il suo indiscusso valore storico-archeologico, paesaggistico e ambientale. Ogni tracciato costiero è inconciliabile con le suddette caratteristiche: l'infrastruttura, vera e propria barriera, sarebbe causa irreparabile di danno antropologico, dissesto idrogeologico e inquinamento ambientale. Per questo Orbetello merita una riflessione particolare in materia di tutela ambientale e non è ammissibile difendere altre aree, per quanto vergini, sacrificando quella costiera, in assoluto la più tutelata e più vincolata da molto tempo. L'ambientalismo moderno e cosciente deve anteporre la tutela della vita umana, perché l'uomo fa parte dell'ambiente e deve sì imparare a gestire i propri interventi rispettando la natura, ma senza piegarsi a soluzioni che trascurino la sorte delle generazioni attuali e future. Realizzando un tracciato costiero nel Comune di Orbetello non si ottiene il risparmio di suolo, si lede l'area più tutelata e si sacrifica il futuro socio-economico e la salute pubblica delle numerose famiglie che in questa zona vivono e lavorano. E a chi propaganda che l'autostrada porterà comunque rilancio economico, domandiamo: prima di questa conclusione, oltre al lavoro che si darà, è stato calcolato quanto se ne toglierà alle numerose attività che, per un progetto costiero, andranno incontro a perdite economiche difficilmente calcolabili, non soltanto a causa di espropri o danni immediati, ma per il fatto che questa terra perderà per sempre la propria identità? Per questo chiediamo agli enti competenti di opporsi ad un frazionamento del tracciato che porterà all'approvazione di singoli lotti senza un progetto unitario, con il pericolo di creare imbuti di traffico nei tratti critici lasciati in sospeso, esponendo così i cittadini ad una maggiore incidentalità nel tronco chiuso tra due monconi autostradali e costringendo in futuro le amministrazioni locali a cedere a proposte mediocri per la cittadinanza e per il territorio