L'Unione europea metterà 105 milioni di euro su Pompei, il sito archeologico dai crolli continui perché, invece di pensare alla manutenzione e, da anni si pensa a piani e progetti collaterali. Quei soldi, di cui si parla da tempo, li ha annunciati a Roma il Commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn e fanno parte dei fondi stanziati dall'Europa per i programmi per lo sviluppo delle regioni del Sud Italia. Per la cronaca, per i crolli pompeiani ormai occorre un calendario aggiornato: dopo quello della settimana scorsa, gli ultimi sono del 25 ottobre, pur se di muri tirati su in età moderna e non dai romani. Un segno peraltro inequivocabile della situazione del sito. L'interrogativo ora sarà: verranno usati bene, quei soldi della Ue? Non è che quei 105 milioni scateneranano appetiti indebiti o idee per progettare ristoranti o affini intorno al sito archeologico con la scusa della presunta "valorizzazione"? E teniamo bene a mente che dopo il crollo di oltre un anno fa, il ministero non ha messo in atto, concretamente, nessun vero intervento di manutenzione. Il commissario ha dato l'annuncio in una conferenza stampa a Palazzo Chigi: «Dopo il crollo della Domus dei Gladiatori (quello dell'anno scorso, ndr) abbiamo pensato che servivano misure urgenti per rivalorizzare Pompei. Personalmente - ha continuato il commissario Ue come se non si fidasse del ministero per i beni culturali - mi assicurerò che i lavori inizieranno all'inizio del prossimo anno. Per la Campania, per l'Italia e per tutta l'Europa è importante adottare azioni per ricostruire le parti danneggiate di Pompei e far sì che tali crolli in futuro vengano evitati per i monumenti in genere. Investire in Pompei sarà di primaria importanza per il futuro economico della regione: ora - ha concluso - dobbiamo farlo in maniera veloce». Intanto la visita di Hahn a Pompei prevista per oggi pomeriggio è stata rimandata al 7 novembre a causa del maltempo che sta imperversando in Campania. E, speriamo, non provochi ulteriori crolli. Da parte sua il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan esclude di ricorrere a un commissario, pratica fin qui pervicacemente seguita dal governo. «Non credo di dover fare un commissario straordinario. Il commissario è il sovrintendente e io non sono dell'idea che si debba continuamente ricorrere a figure straordinarie. Se il sovrintendente sa fare il suo lavoro, sarà certamente in grado di fare il suo lavoro. Non mi pare che questo sia un caso che necessita di figure straordinarie». ROSSI, CGIL: C'E' GIA' UN PROGETTO PER POMPEI Al riguardo Libero Rossi della Cgil beni culturali osserva: "Inusitata conferenza stampa a Palazzo Chigi - mentore Gianni Letta - dei ministri Fitto e Galan, con il sottosegretario Villari. Ma come mai in concomitanza del cadeau dell'Unione europea si mobilita a palazzo Chigi un parterre du roi... ma senza nessun tecnico del Ministero? Ma chi glielo dirà ai giornalisti che esiste una progettazione interna già fatta e che in gran parte è cantierabile? E perché farla stravolgere con l'intervento della società Invitalia? Quale è il pedigree vantato da questa società rispetto alla progettazione Mibac?". E sul ministro il sindacalista incalza: "Galan dovrebbe rispondere delle mancate assunzioni dei tecnici tanto declamate e ancora non fatte. Ma anche su quel fronte si parla di assumere 20 fra archeologi e architetti mentre servono restauratori e addetti alla manutenzione ordinaria". E osserva che si vuole mettere in discussione il piano di spese dei 105milioni già approvato dal Consiglio superiore dei beni culturali senza che il Consiglio ne sia stato informato.