La Soprintendenza minimizza: non erano antichi. E i rischi si moltiplicano Segnalazione dai custodi Le strutture franate dovevano proteggere le domus I muretti, innalzati da non molto tempo, si erano sbriciolati già da qualche giorno. Sono parte di strutture di contenimento e separazione all'interno degli scavi archeologici. Neanche quelle piccole opere moderne riescono a reggere nel disgraziato sito di Pompei. Dopo la scuola dei Gladiatori nel novembre dello scorso anno, il bis qualche giorno dopo di un muro nella Casa del moralista, il crollo di un muro antico di quattro giorni fa, ecco gli ultimi cedimenti nell'area archeologica. Se ne accorgono i custodi di primo mattino, lo renderà pubblico un comunicato del sottosegretario Riccardo Villari, informato dagli uffici della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei. È l'area archeologica della necropoli esterna, stavolta, ad essere interessata. A Porta Ercolano, la via dei Sepolcri, è di scena il terreno su cui si sbriciolano parti del muro di contenimento. Serviva a trattenere il fango e a delimitare l'ingresso di un ambiente di età romana. Parte la segnalazione ai carabinieri della polizia giudiziaria in servizio alla Procura di Torre Annunziata. La zona viene delimitata e sequestrata. Prassi, seguita anche nei precedenti crolli. Ma non è finita. La mattinata è un'altra di quelle infelici per il sito di Pompei: a via Consolare, in piena città antica, si sfalda un altro muro. Serviva a delimitare dei restauri. Ancora il nastro bianco e rosso del sequestro giudiziario, ancora un segnale di attenzione. Due crolli, parziali, di mattoni che sembrano di cartone per lo smottamento di terreno provocato dalla pioggia. Un nuovo Sos per un'area che avrebbe bisogno di monitoraggi e attenzioni costanti. Oltre che di fondi. Spiega il coordinamento nazionale Uil Beni culturali e ambientali: «I crolli delle ultime ore sono datati, tanto che la scoperta si è fatta solo oggi perché in quella zona c'è stato un intervento di diserbatura che ha reso visibile le pietre e il terriccio su cui prima c'era l'erba». Di fatto, nel sito di Pompei cedono strutture antiche, ma anche muretti recenti innalzati, chissà come, per lavori, o per prevenire smottamenti di terreno. Spiega Teresa Elena Cinquantaquattro, responsabile della Soprintendenza: «Il sequestro delle aree interessate agli ultimi crolli, eseguito in via cautelare dall'autorità giudiziaria, non interferisce con il normale percorso di visita. Si tratta, infatti, di porzioni limitatissime di strutture». E ancora: «Proseguiamo nell'azione di rilevamento e di verifica delle strutture per garantire la conservazione e la tutela del patrimonio archeologico». La visita L'incontro Ispezione lampo di Hahn Oggi pomeriggio, agli scavi di Pompei potrebbe arrivare anche il commissario europeo alla politica regionale Johannes Hahn. L'Ue è pronta a finanziare un progetto di restauro del sito che è patrimonio dell'Unesco. Presupposto di quei fondi dovrà essere la bozza del piano italiano «Progetto Pompei», che definisce compiti e obiettivi degli interventi di restauro per il 2011-2015. Il costo previsto è di oltre 50 milioni di euro. Per ottenere i finanziamenti, è necessaria l'approvazione preventiva della Commissione europea. Se Hahn verrà a Pompei, sarà accompagnato dal ministro Galan. Ma, come era prevedibile, anche se non influenti sulle visite dei turisti, i cedimenti delle ultime ore riaccendono polemiche mai spente. Per oggi, viene annunciato un sit in dell'Ugl, per chiedere le dimissioni del ministro Galan e della soprintendente. Il batti e ribatti politico romano anticipa la visita a Pompei del ministro Giancarlo Galan, prevista per oggi. Comincia Leoluca Orlando dell'Idv: chiede ancora una volta le dimissioni del ministro. Giuseppe Moles, deputato Pdl, gli replica: «Crollano due muretti e gli esponenti dell'Idv, nella smania di apparire sempre e comunque, si lanciano in queste richieste». Sulla stessa scia anche Nunzia De Girolamo e Franco Casoli, sempre del Pdl. Ma Vittoria Franco, deputato del Pd alla commissione Cultura, chiede spiegazioni in Senato al ministro. Quattro senatori del Pd (Anna Maria Carloni, Luigi Zanda, Nicola Latorre, Teresa Armato) hanno presentato un'interrogazione. Chiedono chiarimenti sul ruolo della società Invitalia nella gestione di finanziamenti e bandi di gara. E scrivono: «Dopo aver annunciato lo stanziamento di 100 milioni di euro per la messa in sicurezza del sito di Pompei, con l'assunzione di nuovo personale tecnico, quei fondi sono stati rimossi nelle manovre finanziarie».