ROMA Una "gabbia" d'aria pulita, costantemente rinnovata da un sistema di impianti d'avanguardia, in difesa di sculture, affreschi, dipinti su tela, ambienti ed oggetti di interesse storico-culturale. Vale a dire, un progetto ad hoc per preservare le opere d'arte esposte nei musei all'inquinamento atmosferico esterno e alle impurità dell'aria degli ambienti intemi (sale espositive, gallerie, archivi...), specialmente quelli a grande presenza di pubblico: la Cappella Sistina in Vaticano, i Musei Capitolini a Roma, gli Uffizi a Firenze. Lo ha redatto il Citerà (Centro interdipartimentale territorio, edilizia, restauro) della facoltà di architettura «Valle Giulia» di Roma, in collaborazione con il Cnr (Consiglio nazionale delle Ricerche). Un piano, finora inedito, del stinato a rivoluzionare la concezione spaziale di musei e gallerie. Presto entrerà in funzione per la prima volta per salvaguardare dagli attacchi delle impurità dell'aria una delle statue più famose del mondo, il David di Michelangelo, che da 500 anni milioni di visitatori possono ammirare nella Galleria dell'Accademia di Firenze e che un recente restauro, concluso nel maggio scorso,ha riportato al suo originario splendore. Il progetto antismog per le aree museali ideato a realizzato dall'ingegner Livio De Santoli, presidente del corso di laurea in Gestione del processo edilizio di Valle Giulia , ha visto la luce grazie proprio al David. La celebre statua che Michelangelo realizzò quando aveva appena 26 anni, dal 1501 al 1504 all'indomani della conclusione del restauro è stata oggetto di una serie di studi fatti dal professor De Santoli, coadiuvato daU'inge-gnerMatteo Mariotti del Cnr, per cercare di capire come mai sulla superficie della scultura si fosse depositata una nuova coltre di impurità che, se lasciate lì, avrebbero vanificato la pulizia appena conclusa e messo a dura prova la salvaguardia estetica di tutto il monumento. I responsabili della Galleria fiorentina in un primo momento avevano pensato dì risolvere sottoponendo la scultura a interventi di pulizia ogni 5-6 mesi. Eventualità non proprio ottimale pei un monumento delicato come il David. Le analisi sono state svolte sulla base di simulazioni tecnico-dinamiche dell'aria circolante all'interno della Galleria dove, oltre al David, ci sono altri 4 capolavori michelangioleschi, gli altrettanto celebri Prigioni, sui quali si sono verificati analoghi problemi di inquinamento. Alla fine, i ricercatori hanno rilevato che la coltre di impurità che, costantemente, sporca la superficie della statua è provocata in parte dall'inquinamento esterno, ma in maniera più massiccia dalle polveri degli ambienti interni. Polveri che vengono «portate» inconsapevolmente dai visitatori e dagli spostamenti dell'aria e, in seguito, forzatamente depositate sulle superficie della statua dalla presisione dei flussi degli impianti di areazione della Galleria. «E' vero, con le indagini fatte dal Citerà e dal Cnr si è rilevato che i problemi ambientali della Galleria che ospita il David sono causati da motivi di inquinamento e dalle polveri interne», spiega Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia, responsabile del restauro. «Purtroppo, l'inquinamento è un problema esterno alla Galleria, e riguarda più in generale la città di Firenze, il problema delle polveri ammette la direttrice è invece legato ai flussi dei visitatori, ai turisti, ai tanti studiosi che, in media 5 mila al giorno, fanno visita al Davide alle altre opere della Galleria». «Sul David, ma su qualsiasi altro bene culturale, incombono, in genere, due pericoli, i terremoti e l'inquinamento provocato dall'uomo», aggiunge l'ingegner Luciano Marchetti, sovrintendente dei beni culturali di Roma e, al tempo del restauro del David, responsabile delle indagini statiche. «La prevenzione sismica spiega Marchetti viene condotta con i più avanzati sistemi di controllo. Mentre per la tutela ambientale del David come di qualsiasi altro monumento il professor De Santoli ha studiato una diversa sistemazione degli impianti di areazione dei musei».
Una gabbia d'aria salverà il David
Un progetto di "antismog" per le aree museali è stato ideato e realizzato dall'ingegner Livio De Santoli. Il progetto ha visto la luce grazie al David di Michelangelo, che è stato oggetto di studi per capire come la polvere e le impurità dell'aria si siano depositate sulla sua superficie. I ricercatori hanno rilevato che la coltre di impurità è provocata in parte dall'inquinamento esterno, ma in maniera più massiccia dalle polveri degli ambienti interni. Il progetto prevede la creazione di un sistema di impianti d'avanguardia per rinnovare l'aria costantemente e preservare le opere d'arte esposte nei musei.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo