Clamorosa iniziativa degli assessori regionali del Lazio, che hanno rassegnato le dimissioni, rimettendo le loro deleghe nelle mani del governatore Renata Polverini, in segno di protesta contro la decisione del Consiglio dei Ministri che ha impugnato il Piano Casa del Lazio. I dieci amministratori regionali del Pdl ritengono «incomprensibile una scelta che mette in discussione uno dei punti qualificanti del programma elettorale del Popolo della Libertà sia a livello locale che nazionale, come più volte ribadito dallo stesso presidente Berlusconi». Ritengono inoltre inaccettabile che tale scelta sia maturata «senza un confronto di merito rispettoso dei normali ruoli istituzionali». Nella comunicazione gli assessori valutano «pertanto che agire contro le aspettative legittime dei cittadini laziali rende impossibile trasmettere ai territori quei valori da tutti noi condivisi, ostacolando l'impegno amministrativo costante e ampiamente riconosciuto per lo sviluppo economico e sociale della nostra Regione». Nel pomeriggio la Polverini, nel corso di una conferenza stampa, ha annunciato che, di fronte all'impugnazione di parte del Piano casa regionale, «ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale perché non c'è più un terreno su cui mediare. Con l'impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri di soli 3 punti, che però intervengono su questioni di "impianto", il Piano Casa ne esce fortemente depotenziato. Da questo punto di vista avevano ragione gli esponenti dell'opposizione che gridavano al piano dei cosiddetti palazzinari. Da oggi il Piano Casa non è più destinato alle famiglie e ai territori ma solo ai costruttori. Ci auguriamo che, nel confronto che avremo con il Pdl, si possa fare chiarezza», ha aggiunto la Polverini, che però ha avvertito: «Se il governo non ce la dovesse fare, noi andremo avanti come siamo andati avanti fino ad oggi. Non mi pare - ha sottolineato - di aver avuto così tanta spinta dal governo fino ad oggi». Tuttavia, aggiungendo di «non voler fare di tutta un'erba un fascio», il governatore del Lazio ha voluto ringraziare i ministri Raffaele Fitto e Ferruccio Fazio, per poi sottolineare: «Su tante questioni abbiamo trovato un governo distratto. Noi siamo stati sbeffeggiati dopo i famosi dieci comandamenti in piazza San Giovanni che Berlusconi aveva letto con i candidati governatori delle regioni del Pdl. Anche se era una scena particolare, ho creduto che dietro la forma ci fosse la sostanza. Ma alcuni di quei comandamenti già sono stati infranti. Mi sto quasi convincendo - ha ammesso - che hanno ragione quelli che per tanti anni mi avevano detto che c'è una cabina di regia che decide di volta in volta a quali Regioni dare opportunità». Con l'impugnazione di parte del Piano Casa, secondo la Polverini, « il Cdm decide che i cittadini del Lazio non devono avere le stesse opportunità date per legge ad altre regioni, stabilendo che esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B». E ancora: «Non possiamo correre lo stesso rischio del Piano Casa per il Piano Rifiuti. Ho chiesto al prefetto Pecoraro di assumersi un incarico gravoso, ma ora non mi sento serena a dirgli di andare avanti perché anche lì rischiamo di avere problemi con il ministero dell'Ambiente». Infine l'affondo al Pdl: «Mi pare di avere abituato questa regione a essere sempre sola contro tutti: l'ho visto in campagna elettorale, sul piano di rientro sanitario (e non dimentico che in quell'occasione ho avuto tutto il Pdl contro). Sul Piano Casa ho giocato una partita importante per portarlo in approvazione e sicuramente rispetto al mondo che si muove intorno ai rifiuti è necessario il sostegno del governo. Non vorrei fare la fine di Napoli - ha concluso - e se questa regione la dovesse fare, certamente quella fine non la farà per la Polverini». Immediate le reazioni da parte di tutte le forze politiche. A difesa del governo è intervenuta Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente: «L'impugnativa disposta dal Consiglio dei Ministri non rappresenta affatto uno stop al piano nella sua globalità e nella sua logica, ma evidenzia solo tre profili specifici di problematicità, sollevati in due casi dal ministero della Cultura ed in uno dal ministero dell'Ambiente». In particolare, per quel che concerne i rilievi mossi dal ministero dell'Ambiente, e che riguardano le aree protette - ha sottolineato il ministro - «si tratta di problemi che sono stati colti anche dalla presidente Polverini, perché, per fare un esempio, non si può certo edificare nel Circeo». Per ciò che concerne le questioni eccepite dal ministero della Cultura, che condivido, ed in particolare riguardo allo sviluppo del Terminillo - ha concluso la Prestigiacomo - «si tratta di problemi prevalentemente di metodo e sono certa che il presidente Polverini ed il collega Galan potranno trovare un punto d'incontro ed una soluzione positiva. II Terminillo può diventare un polo sciistico regionale nel pieno rispetto del paesaggio e del territorio». «L'impianto della legge regionale è preservato. Mi sorprende quindi non poco la reazione del Pdl romano e laziale, che ha criticato le scelte assunte dal Consiglio dei Ministri in sessione plenaria», ha dichiarato il sottosegretario ai Beni e Attività culturali, Francesco Giro. A questi hanno replicato prontamente l'assessore regionale alle Attività produttive e alle Politiche dei Rifiuti, Pietro Di Paolo, e il suo collega alle Politiche per la Mobilità e il Tpl, Francesco Lollobrigida: «Lui è meravigliato? L'unica cosa che stupisce è che il Popolo della Libertà permetta di avere al governo un soggetto che puntualmente si scaglia contro amministrazioni di centrodestra, dai Comuni fino alla Regione Lazio». E a fianco della Polverini si è schierato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Siamo con lei in questa incomprensibile vicenda». Per assurdo plaude invece alla bocciatura del Piano Casa l'opposizione di centrosinistra: «Finalmente il governo ne ha fatta una giusta - ha affermato il vicepresidente del Senato e commissario del Pd Lazio, Vanni-no Chiti - II Consiglio dei Ministri ha dato ascolto agli allarmi lanciati dal ministro Galan e dalle opposizioni di centrosinistra. Si tratta di un provvedimento che, qualora fosse attuato, si rivelerebbe devastante per il territorio del Lazio. La presidente Polverini e la sua Giunta, incapaci di garantire ai cittadini i servizi minimi, hanno approvato un piano che colpirebbe le aree naturali protette, i parchi e le coste, senza dare, peraltro, vere risposte all'emergenza abitativa».
ROMA Piano casa bocciato? Si dimettono gli Assessori. POLVERINI: andiamo alla Corte Costituzionale perché non c'è la possibilità di mediare.
I dieci assessori regionali del Pdl del Lazio hanno rassegnato le loro dimissioni in segno di protesta contro la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare il Piano Casa del Lazio. I politici ritengono incomprensibile e inaccettabile che il governo abbia deciso di impugnare il piano senza un confronto di merito rispettoso dei normali ruoli istituzionali. La presidente del Consiglio dei Ministri, Renata Polverini, ha annunciato che il governo si rivolgerà alla Corte Costituzionale per difendere il piano. La Polverini ha anche affermato che il piano non è più destinato alle famiglie e ai territori, ma solo ai costruttori.
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