«Ben venga questo scontro. E' da questo travaglio di norme, se così lo vogliamo chiamare, che avremo finalmente un salto di qualità». Paolo Buzzetti, 56 anni, romano, presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, non ha dubbi: lo scontro sul Piano casa tra la Regione Lazio e il governo non può che portare a un chiarimento salutare, necessario, ormai improcrastinabile. Ma come giudicate questo Piano Casa del Lazio? «Lo riteniamo ottimo, come tutti questi piani regionali di seconda generazione, ripensati e ripensati bene dopo l'esperienza iniziale, pieni di regole nuove e interessanti». E la questione paesaggistica, che sembra al centro della contesa? «Diciamo che la Regione Lazio ha espresso una posizione forte, quasi una forzatura del diritto, ma una forzatura naturale. E' andata al cuore del problema: l'opera di controllo che svolgono le varie sovrintendenze». Perché questo controllo è un problema? «Noi siamo ovviamente contro ogni irregolarità, e rispettiamo profondamente le competenze delle amministrazioni. Ma nel caso della questione paesaggistica il problema è evidente: i controlli delle sovrintendenze non avvengono mai a monte, mai nella fase progettuale, ma sempre puntualmente a metà percorso nella realizzazione dell'opera. E' questo il vero vulnus, un modus operandi che poi pagano le nostre aziende». C'è una strada per uscirne? «Certo, si deve creare un rapporto di maggiore collaborazione tra le regioni italiane e le amministrazioni dello Stato. Una maggiore collaborazione che proprio da questo scontro potrebbe nascere». Come vede il futuro? «Abbiamo una cassetta degli attrezzi, per parlare delle norme in vigore, molto interessante. Bisogna solo usarla. Noi ci stiamo battendo soprattutto per un piano delle città - il 65 dei fabbricati ha più di cinquant'anni - per giunta da rimodulare garantendo davvero il risparmio energetico. Abbattere e ricostruire, e cambiare sagoma, e riqualificare le periferie: queste nuove norme lo consentono. I sindaci ne prendano atto e le Regioni si muovano».
ROMA - l'intervista a Bozzetti: il vero nodo sono le sovrintendenze. Si deve creare più collaborazione tra le Regioni e lo Stato centrale
Il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, Paolo Buzzetti, sostiene che lo scontro tra la Regione Lazio e il governo sul Piano casa dovrà portare a un chiarimento salutare. Buzzetti ritiene che il Piano Casa del Lazio sia ottimo e che la questione paesaggistica sia stata espressa in modo forte, ma naturale. Egli critica il controllo delle sovrintendenze, che avviene solo a metà percorso nella realizzazione dell'opera, e sostiene che ciò sia un problema per le aziende costruttrici. Buzzetti propone una maggiore collaborazione tra le regioni e le amministrazioni dello Stato per risolvere il problema.
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