È scontro tra governo e Regione Lazio sul piano casa. Ieri, dopo lo stop arrivato dal Consiglio dei ministri su proposta di Giancarlo Galan, si sono dimessi tutti gli assessori del Pdl della giunta guidata da Renata Polverini e lo stesso presidente ha reagito contro la scelta che penalizza il Lazio: «Mi aspetto chiarimenti dall'incontro con il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano. Altrimenti, ne prenderò atto. Comunque il piano casa va avanti». La luna di miele con Silvio Berlusconi sembra dunque finita. Polverini non ha usato mezzi termini: «Hanno solo finto di aiutarci fino ad ora. In realtà i cittadini del Lazio da questo governo vengono considerati di serie B». Si sono dimessi tutti gli assessori del Pdl della giunta regionale del Lazio. E il presidente Renata Polverini, fmo a qualche giorno fa una delle più fiere sostenitrici di Silvio Berlusconi, ieri ha sparato contro il governo che penalizza il Lazio: «Mi aspetto chiarimenti dall'incontro con il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano. Altrimenti, ne prenderò atto. Io non ci sto ad andare avanti in queste condizioni». La luna di miele con Berlusconi sta finendo molto male con la bocciatura da parte del governo del Piano Casa. Polverini ieri ha confezionato alcune frasi velenose: «Il governo ha solo finto di aiutarci fino ad ora, in realtà aspettiamo ancora i fondi della sanità che diceva di avere sbloccato»: «i cittadini del Lazio da questo governo vengono considerati di serie B»; «Berlusconi ha trafitto il giuramento in piazza San Giovanni». Cosa è successo? Il governo l'altro giorno in Consiglio dei ministri su proposta di Giancarlo Galan (Beni culturali) sostenuta anche da Stefania Prestigiacomo (Ambiente), ha deciso (con il solo voto contrario della romana Giorgia Meloni) di impugnare una buona fetta del Piano Casa del Lazio, dalla possibilità di realizzare piste da sci agli interventi in aree protette. Galan aveva già tuonato contro il piano perfino prima che fosse approvato dal Consiglio regionale. «Abbiamo provato a confrontarci, ma lui non ha voluto dialogare, all'ultimo incontro si è presentato solo il suo capo di gabinetto che se ne è andato dopo dieci minuti», dice Renata Polverini, che l'altro giorno aveva detto testualmente «per Galan tutti coloro che abitano da Roma in giù sono terroni». Già qualche mese fa, a una riunione del Cipe, vi fu una furiosa litigata fra Galan e Polverini. Ieri la governatrice ha aperto anche un altro fronte: i rifiuti. Anche qui ci sono rapporti tesissimi con il Mibac, il ministero dei Beni culturali, non solo con Galan ma anche con il romano Francesco Giro, sottosegretario. Su di lui ieri due assessori regionali del Pdl, Di Paolo e Lollobrigida, hanno speso parole durissime: «Stupisce che il Pdl permetta di avere al governo un soggetto che puntualmente si scaglia contro amministrazioni di centrodestra». Giro ha sollevato dubbi sull'area di Fiumicino individuata per il sito definitivo di smaltimento dei rifiuti. Polverini ha commentato: «Non mi prendo responsabilità per quello che potrebbe succedere, se il Lazio finirà come Napoli non sarà colpa mia». A fare infuriare Polverini quella che lei considera una coltellata alle spalle sul piano casa nel corso di un Consiglio dei ministri che doveva parlare di altro: «Invece di dare una risposta all'Europa, hanno pensato che l'emergenza fosse il Piano Casa del Lazio. Questo governo sta traballando, il Paese è a rischio commissariamento: eppure è uscito alle nove di sera solo con il provvedimento che impugna il nostro piano casa. Noi andremo davanti alla Corte Costituzionale, non faremo nessuna modifica». I punti chiave del piano Possibilità di ampliare l'edificio del 20 (entro un massimo di 70 metri quadrati). Possibilità di ampliare villette unifamiliari o a schiera del 20 (entro un massimo di 70 metri quadrati). Edilizia sociale anche per studenti universitari, categorie protette e svantaggiate, lavoratori del comparto sicurezza, vigili del fuoco e forze armate Possibilità di demolire e ricostruire con cambio di destinazione d'uso riservando il 30 degli appartamenti all'edilizia sociale. Sostituzione di condomini in degrado con aumento della volumetria del 60. Edilizia sociale con piani di zona dove già esiste riempiendo le aree libere. Recupero a fini residenziali delle pertinenze agricole entro il 50 delle abitazioni esistenti e fino a un massimo di 70 metri quadrati. Recupero a fini sportivi dei volumi accessori degli impianti esistenti.