Perché si agitano? Calma e gesso. È un piccolo inciampo, è accaduto in tante regioni, se ogni volta che il governo impugna una legge le giunte dovessero dimettersi, non ce ne sarebbe in piedi nemmeno una». È sorpreso e pure un po' imbarazzato, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro: esponente del Pdl laziale e al tempo stesso uomo di governo, accusato da un pezzo del suo partito di sabotare la giunta Polverini, di essere il suggeritore occulto del ministro Galan. Sottosegretario, che schiaffo sul Piano casa. E non è nemmeno il primo: oggi la Polverini ha ricordato pure la storia dei vincoli su Corcolle... «Io non ci sto apassare perii signor no. Sarebbe stato sufficiente conoscere il Codice Urbani e la legge Galasso per evitare di commettere errori o, peggio, di forzare nella speranza di farla franca. Tra l'altro i vincoli non sono entità bibliche, sono previste procedure di declassificazione delle zone tutelate e di eventuale svincolo: basta sedersi intorno a un tavolo e studiarsi le carte. Questo deve fare un'amministrazione seria. Il ministero non accetta di diventare l'alibi di chi sbaglia, per ignoranza o malafede». Sta dicendo che la Polverini ha provato a fare la furba, confidando sul governo amico? «Dico solo che lo Stato ha il dovere di far rispettare la Costituzione. Noi collaboriamo con tante regioni e tanti comuni, da Firenze a Venezia abbiamo autorizzato progetti di forte innovazione, di innesto del moIgnoranza o malafede Bastava sedersi attorno a un tavolo e studiare le carte. Sospetto che si voglia drammatizzare per altri fini, che lo stop alla norma sia solo un pretesto demo sull'antico, seguendo procedure condivise. Non capisco perché non si possa fare a Roma e nel Lazio. Neppure nella rossa Emilia si sono mai sognati di attaccare il governo per un atto che rientra nelle sue prerogative». Dieci assessori del Pdl si sono dimessi e la presidente se l'è presa con Berlusconiche, ha detto, «spesso ha fatto finta di aiutarci»... «È una reazione fuori misura, ingen erosa nei confronti di un govern o che si è sempre dimostrato disponibile. Chi ha scritto la legge su Roma capitale? Chi ha sbloccato i fondi per la Roma-Latina? E poi non si scherza così con le istituzioni: si presentano dimissioni che già si sa rientreranno. E poi perché solo quelli del Pdl? Se è così grave, allora il primo ad andarsene doveva essere l'assessore all'urbanistica dell'Udc. Sospetto che si voglia drammatizzare per altri fini, che il Piano sia solo un pretesto». Per cosa? Per mostrare i muscoli in vista del post-Berlusconi? «Ma scusi, se tutta la parte a favore delle famiglie premi di cubatura e cambi d'usoè rimasta intatta, perché questo can-can? Tanto più che i punti contestati possono essere corretti con una legge regionale successiva». Intanto lei, insieme al governo, s'èbeccatouncomunicatodi censura da tutti i coordinatori locali del Pdl. «Un fatto inaudito, assurdo, che non s'è verificato neppure quando la lista del Pdl venne espulsa dai magistrati. È ora di finirla col fuoco amico. Per di più pilotato. Oggi ho sentito il coordinatore di Latina, Fazzone, e mi ha detto che lui non ha firmato niente. Nemmeno lo sapeva. Vuol dire che qualcuno ha forzato la mano».