Nessun compratore per l'opera simbolo della città. Il sindaco: non possiamo più permettercela, spero che l'artista non si offenda In bilancio. I soldi della vendita mancata già messi a bilancio. «Nessuna illusione, tenteremo la strada dei privati» Già è sconfortante trovarsi nelle condizioni di dover vendere (svendere?) i gioielli di famiglia. Se poi scopri che nessuno te li compra, le cose si mettono davvero male. E un po' la situazione che stanno vivendo il sindaco di Belluno, Antonio Prade, e la sua giunta di centrodestra, la cui decisione di mettere all'asta una statua del quotato scultore Arnaldo Pomodoro nel tentativo di rimettere in sesto il disastrato bilancio comunale si è per il momento arenata sulla spiaggia del disinteresse: nessuno infatti si è presentato all'asta pubblica, convocata giorni fa con tanto di bando, dove l'opera, dal titolo «Novecento», veniva offerta con base di partenza di 400 mila euro. «Non ci facevamo molte illusioni minimizza il primo cittadino , vorrà dire che abbasseremo il prezzo e tenteremo la strada della licitazione privata, contattando privatamente coloro che hanno dimostrato interesse...». Sembra semplice, ma non lo è. La scultura, acquistata nel 2005 dalla precedente giunta di centrosinistra per 292.600 euro e piazzata nel cuore di Belluno, in realtà peserà sulle casse comunali per una cifra che, appunto, si aggira attorno ai 400 mila euro, considerando che ogni anno ci sono da versare 20 mila euro alla Cassa depositi e prestiti come rata del mutuo di 15 anni acceso al momento dell'acquisto. Non solo, ma il sindaco Prade e la sua giunta, alle prese con conti sempre più esangui («Colpa dei tagli» si difende il primo cittadino; «No, colpa di una gestione dissennata» contrattacca l'opposizione del Pd), hanno ritenuto di mettere nel bilancio di settembre i proventi della vendita della scultura come se l'alienazione fosse già stata perfezionata, trovandosi così ora nella non simpatica situazione di dover individuare un acquirente a tutti i costi. «Troveremo, troveremo...», assicura il primo cittadino, per nulla turbato dalle critiche di chi reputa «inopportuno e inelegante» fare cassa con l'arte, svendendo quello che per molti in città è ormai un simbolo. «Ma no, piuttosto spero che Pomodoro non si offenda, è un grande artista: mi dispiace, ma non possiamo permetterci il lusso di una scultura con i tempi che corrono...». Porte spalancate ai privati, allora: «Ma non ci sono tante disponibilità afferma il capogruppo pd, Jacopo Massaro : non a caso tutte le altre opere di Pomodoro in giro per il mondo fanno capo a fondazioni o enti pubblici...».
Belluno, i bilanci in rosso e l'asta (deserta) per Pomodoro
Il sindaco di Belluno, Antonio Prade, ha deciso di mettere all'asta una statua di Arnaldo Pomodoro, acquistata nel 2005 per 292.600 euro, per rimettere in sesto il bilancio comunale. Tuttavia, non ci sono stati acquirenti per l'asta pubblica, che si è svolta con una base di partenza di 400 mila euro. Il sindaco ha affermato che non si può permettere di vendere l'opera, che per molti è un simbolo della città, e che si cercherà di contattare privatamente coloro che hanno dimostrato interesse. L'opera è stata acquistata con un mutuo di 15 anni e ogni anno si devono pagare 20 mila euro alla Cassa depositi e prestiti.
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