Anche un impianto agricolo di età augustea è tra i ritrovamenti archeologici resi possibili dalla realizzazione della linea «C» della metropolitana. È venuto alla luce durante i lavori per la stazione di San Giovanni: e le foto evidenziano queste prime tubature per l'irrigazione che dovevano caratterizzare il suburbio di Roma in età imperiale. Una scoperta che si va ad aggiungere ai tanti importanti ritrovamenti che la costruzione della terza linea della metropolitana, sempre definita «archeologica», ha reso possibili. Anche grazie a un metodo progettuale di scavo che adesso è raccolto in un libro: «Cantieristica archeologica e opere pubbliche. La linea "C" della Metropolitana di Roma» (Electa) presentato ieri mattina dalla sovrintendente Anna Maria Moretti, dall'archeologo Andrea Carandini, dal presidente di Roma metropolitane Gianni Ascarelli, dal segretario generale del Mibac Roberto Cecchi e dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Se la linea «C» passerà alla storia per le tante scoperte archeologiche è anche grazie a un metodo, a un «progetto esecutivo di scavo archeologico spiega Anna Maria Moretti che permette di valutare con precisione i tempi prima dell'avvio delle opere: per la stazione Lodi erano stati previsti 127 giorni di scavo e così è stato, mentre per San Giovanni si è fatto addirittura prima, 140 giorni sui 172 programmati». E l'importanza dei calcoli del tempo quando si affronta una simile ricerca è stata precisata da Andrea Carandini: «L'esempio è la villa romana dell'Auditorium ha detto erano stati preventivati tre mesi e così è stato». E c'è la promessa di Francesco Giro di fronte le polemiche sulla mancanza di fondi e sul project financing dei privati per cui è stata stralciata dalle opere per le Olimpiadi del 2020: «La metro C proseguirà fino Farnesina. Il governo non ha nessuna intenzione di bloccare l'impresa».