E' una città in piena luce, segnata qualche piccola, limitata zona d'ombra, quella sulla quale domani tramonta il 2004. E una Genova che conclude il suo mandato di Capitale Europea della Cultura con il plauso del ministro Urbani, con un bilancio superiore alle aspettative, con un cambio di mentalità e un "pensionamento' annunciato dal presidente di Genova 2004, Davide Viziano: «Il pensionamento del "maniman" e dei mugugni. In città quest'anno si è respirata un'aria nuova, i genovesi hanno riscoperto il piacere dell'ospitalità. A tutti i livelli: dai giovani che organizzavano tour per i coetanei che venivano da Lille ai notabili che hanno aperto le loro case per ospitare artisti, scienziati e politici». In controtendenza con il pensionamento del mugugno partiamo dalle zone d'ombra. Due, le più evidenti, segnalate dallo stesso Viziano: «La mostra "Genova del saper fare" che, nonostante l'altissima qualità dell'allestimento, ha chiuso con 6.000 visitatori pagando lo scotto di un titolo poco accattivante, di una sede poco conosciuta come i Magazzini dell'Abbondanza e di un orario di visita poco invitante con chiusure dall'una alle tre del pomeriggio». Sotto il cono d'ombra delle occasioni mancate anche qualche tassello legato alla promozione con la quasi totale assenza di cartelloni all'aeroporto di Genova, il black out delle affissioni nelle stazioni Principe e Brignole e accordi sfumati. Uno per tutti quello con gli autotrasportatori italiani che avevano proposto di vestire i loro Tir di teloni rossi con il logo del 2004: «lI costo - dice Viziano - rasentava i 200mila euro. Troppo». I numeri degli eventi. L'anno del cultura si apre con il bagno di folla al porto antico per lo spettacolo della "Fura dels Baus"; 150mila spettatori. Un risultato che viene superato, dalla prima grande mostra dell'anno, "L'età di Rubens", che richiama a Palazzo Ducale ben 195 mila visitatori piazzandosi al secondo posto in assoluto fra le mostre più visitate in Italia. L'inaugurazione dei musei di Strada Nuova, nel giro di appena quattro mesi, riescono ad attirare oltre 100mila presenze. Cinquantamila saranno invece gli spettatori che animeranno i concerti di "Live in Genoa 2004", e 80mila quelli che visiteranno il nuovo Museo del Mare al Galata. Il festival della Scienza, in ottobre, conferma invece il grado di attrattività della divulgazione chiudendo con oltre 165mila presenze. Ventimila sono stati invece quelli che hanno attraversato i saloni del Ducale nei primi venti giorni di apertura di "ArtiArchitettura: 1900-2000", la mostra curata da Germano Celant che "sfora" i limiti imposti dal calendario dell'anno della cultura per chiudere a metà febbraio 2005. Quattrocentomila, i visitatori dei musei civici. In complesso Genova 2004 segua quota 2 milioni di persone per circa 300 eventi. L'identikit del visitatore tipo. E' una donna di età compresa fra i 45 e i 65 anni, di media cultura e non genovese la visitatrice tipo delle mostre mentre l'età scende in picchiata e la distinzione per sesso si vanifica, per concerti e festival. Tradotto in termini di turismo. un'indagine di mercato ha fissato per i visitatori una presenza media di quasi 2 giorni (1,7), una spesa giornaliera di 81 euro con un indotto (monitorato su tre mostre d'arte classica e tre festival estivi) pari a 20 milioni di euro e una stima complessiva che sfiora i 100 milioni. Anche i dati Apt indicano un aumento consistente dei visitatori; più 18 negli arrivi, più 10 nelle presenze. Il tutto in contro-tendenza con i dati italiani che, nei primi sei mesi, rilevavano un decremento dell'l, 4,7 in Liguria. La comunicazione. L'immagine di Genova 2004 ha avuto un boom nei primi dei mesi dell'anno traducendosi in 7.678 articoli sulla carta stampata in Italia e all'estero e con circa 2000 giornalisti accreditati. Un milione sono state le pagine web su Genova create dalll'inizio dell'anno e 600mila i visitatori del sito di GeNova 2004. I finanziamenti. 232 i milioni dì euro investiti per l'anno della cultura; 200 milioni per interventi strutturali, 22 per le manifestazioni, 7 per la promozione e 3 per il funzionamento della macchina organizzativa. Il budget per gli eventi è stato garantito da 18 milioni di finanziamenti pubblici, 12 di sponsorizzazioni private e da 2 i biglietti venduti. A bilancio sono ancora attesi i 5 milioni di euro assicurati dall'agenzia Arcus. «Attesi -sottolinea Viziano - ma sicuri. Di più. Arcus contribuirà al 2005 genovese con un contributo dai 2 ai 3 milioni di euro». Insomma. Insieme al maniman e al mugugno va in pensione anche il pessimismo.
Genova ha fatto il botto
Genova 2004, l'anno della cultura, si chiude con un bilancio superiore alle aspettative. Il ministro Urbani ha elogiato la città e il suo organismo di gestione, che ha raggiunto 2 milioni di visitatori in 300 eventi. I dati suggeriscono che la città ha riscoperto il piacere dell'ospitalità, con un aumento dei visitatori e delle spese giornaliere. Le mostre e i festival hanno attirato un pubblico di 4,5 milioni di persone, con un indotto di 100 milioni di euro. La comunicazione ha avuto un boom, con 7.678 articoli e 1 milione di pagine web.
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