Il progetto Sciarelli «Bene i grandi eventi ma bisogna lavorare in un'ottica di sistema» Marzotto (Enit) alla convention delle Camere di commercio: serve una strategia di sviluppo «Napoli ha potenzialità elevatissime ma bisogna fare sistema, è incredibile che una città come la vostra non venga percepita come città d'arte con tutti i tesori che ci sono». Matteo Marzotto, presidente dell'Enit - l'Agenzia nazionale per il turismo - la butta li nel foyer del San Carlo dove si sta svolgendo la «Ventesima convention mondiale delle Camere di commercio» quest'anno dedicata al turismo. Un po' come dire «imparate a vendere bene il vostro prodotto e le cose cambieranno». Una amichevole bacchettata detta uno che Napoli - pur meneghino - ce l'ha nel cuore ed è sceso in campo quando la città era invasa dai rifiuti per dare una mano. Detto del consiglio a tenere banco è lo studio del professore Sciarelli commissionato dalla Camera di Commercio di Napoli presieduta da Maurizio Maddaloni. «Con un Enit depotenziata - racconta proprio Maddaloni - e un Istituto di commercio estero che non c'è più, serve un organo di coordinamento per superare l'individualismo imprenditoriale di casa nostra: l'ente camerale può essere il raccordo tra pubblico e privato. In questo senso la Camera di commercio di Napoli si candida a svolgere un ruolo di coordinamento. E ci candidiamo a essere capofila nelle attività di promozione della prossima America's Cup». Cosa dice Io studio? Emerge sostanzialmente una cosa: nelle parti del mondo dove l'organismo camerale sono presenti nel cuore dell'organizzazione del turismo il settore va a gonfie vele. I grandi eventi sono importanti - il ragionamento di Sciarelli che allude al Forum delle Culture del 2013 e alla Coppa America di vela - ma due scintille non è detto che appicchino il fuoco dello sviluppo turistico. Il Massimo ospita delegati di ogni continente. In platea ci sono 74 camere di commercio italiane all'estero in rappresentanza di 49 paesi. E proprio la rete di Assocamere all'estero è uno dei segreti alla base dell'export in crescita, come sottolineato dal presidente di Assocamerestero, Augusto Strianese. «Stiamo accompagnando le imprese - dice - organizzando oltre 300 delegazioni presso le principali fiere italiane e circa 200 presso manifestazioni nel resto del mondo. Chiediamo al governo di essere finalmente considerati per l'aiuto concreto che già diamo e che possiamo dare per lo sviluppo dell'Italia sui mercati internazionali». Il turismo come valore, in quanto occasione per favorire il dialogo con culture diverse, è il nocciolo dell'intervento dell'arcivescovo Crescenzio Sepe: «Se accogliamo un concetto di cultura nella sua ampiezza, nel senso che abbraccia, oltre alla storia o al patrimonio artistico ed etnografico, anche gli stili di vita, le relazioni ed i valori, allora possiamo sostenere che la diversità culturale è senz'altro una ricchezza; senza queste differenze - spiega Sepe - non si sentirebbe il desiderio di arricchirsi attraverso il dialogo con l'altro. Per raggiungere tale obiettivo, il turismo è un campo d'azione particolare ed un'occasione privilegiata. Ciò significa che il turismo può favorire sia l'incontro che il dialogo». Il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello ricorda le 6 milioni di imprese che fanno capo ad Unioncamere: «Oggi Napoli è il cuore pulsante del sistema camerale italiano». Il convegno ha il grande merito di riportare Napoli al centro della scena internazionale. Trasparenza e sinergia tra istituzioni e privato la ricetta del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, mentre il governatore Caldoro ha ricordato l'impegno per dotare al più presto la regione di una legge quadro che dia certezze agli operatori. A completare il novero delle istituzioni locali presenti il presidente della Provincia Luigi Cesaro per il quale «la strategia dei grandi eventi è quella giusta per Napoli». Il governo è rappresentato in forze. Il sottosegretario all'Economia Bruno Cesario punta sul cambio di mentalità, senza di questo «i soldi non basteranno mai». Catia Polidori, sottosegretario alla Sviluppo attacca così: «Sono mezza napoletana, mia mamma è di Napoli questo basta per capire quanto io ci tenga alla città. Non so sinceramente cosa il governo potrà fare per la città ma io ce la metterò tutta. Non ci sarà più il ministero del turismo a Napoli? lo sono d'acordo non serviva a nulla, perché il ministero già c'è ed è a Roma». Sulla patente di grande evento chiesta per il Forum delle Culture il sottosegretario non si sbilancia: «Sarà dura, non so come andrà a finire». «Il 26 di fondi Ue non utilizzati è un dato basso - sottolinea il sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villan - che non aiuta a chiedere altre risorse».