L'annuncio del sottosegretario ai beni culturali. Il turismo vale 30 mld Contiamo di ottenere altri 100 milioni di euro di finanziamenti europei per Pompei, domani incontreremo presso gli scavi il commissario Ue agli affari regionali, Johannes Hahn. Ma il vero problema non sono i fondi, il problema è la cattiva gestione. Ed è quella che dobbiamo migliorare». Riccardo Villari, sottosegretario ai beni e alle attività culturali, regala la notizia, più soldi dall'Europa, per meglio rispondere alla domanda imbarazzante che gli arriva da tutti: «Quando la finiremo con questo scempio degli scavi, un crollo ogni due mesi?». La platea è quella della ventesima Convention mondiale delle camere di commercio italiane all'estero, che ha scelto una sede e un tema, Napoli e il turismo, su cui veramente si gioca una buona parte del futuro economico del Sud. E la domanda riguarda il presente indecoroso e il futuro possibile della terza o quarta meraviglia archeologica del mondo dopo le Piramidi e Petra. Perciò, come capita sempre, Napoli, con Pompei e tutto il suo comprensorio, diventano al convegno napoletano una metafora del sistema Italia e di quello che non va in esso. «Il saldo valutario dell'industria turistica italiana è attivo per 30 miliardi di euro», ricorda il presidente dell'Enit Matteo Marzotto, «una misura economica di cui l'Italia ha un estremo bisogno e che potrebbe e dovrebbe sensibilmente crescere». Questione di buona volontà, d'impegno individuale e di classe dirigente: anche perchè, e le testimonianze dei delegati delle camere italiane in 74 paesi stranieri lo confermavano, c'è in giro per il mondo una gran voglia di made in Italy e di «italian style», cioè di tutto quello che contraddistingue il nostro modo di «sapercela godere«, nonostante i guai. «I dati assestati del primo semestre dell'anno ci dicono che le presenze dall'estero sono salite del 6,6 in numero e del 7,3 in valore», annuncia Caterina Cittadino, capo dipartimento per lo sviluppo presso la presidenza del consiglio, «e che il fatturato dell'industria ricettiva, su questi flussi internazionali, è cresciuto del 3,3». Insomma, c'è turismo, nonostante tutto. Già, nonostante cosa? Per capire meglio: la camera di commercio ospitante, quella di Napoli, presieduta da Maurizio Maddaloni che di professione è tour operator, ha commissionato uno studio all'Università Statale e il professor Sergio Sciarelli, nel presentarne le sintesi, ha chiaramente spiegato che a frenare lo sviluppo del turismo non sono i nostri handicap più noti ma la mancanza di iniziative che attraggano i flussi internazionali sempre più distratti da offerte concorrenti. «Tra le parole spontaneamente associate a Napoli», ha spiegato Sciarelli a mo' di esempio, «oltre al sole c'è immondizia, e questo è un handicap. Ma, in positivo, ci sono sempre associazioni mentali eterne come Vesuvio, pizza, mare. E l'idea di illegalità non rientra tra le prime che sorgono spontanee nella mente dei turisti stranieri quando pensano a Napoli». Quindi lo spazio per lavorare sui tanti valori positivi ci sarebbe, ma bisognerebbe riuscire a collegarsi con forza e frequenza a grandi eventi di richiamo mondiale come recentemente hanno fatto in Italia soltanto Torino nel 2006 con le Olimpiadi Invernali e Genova nel 1992 con le Colombiadi. E' la strada seguita da Barcellona (Olimpiadi del 92), Bilbao (Guggenheim Museum, dal 497), Valencia (America's Cup) e varie altre grandi città. Napoli ci vuol provare con alcune regate «satelliti» dell'America's Cup, come ha ricordato il sindaco Luigi De Magistris. Ma è chiaro che questi eventi funzionano bene da traino turistico solo se, a riflettori spenti, le strutture restano e il volano di marketing attivato viene adeguatamente mantenuto in movimento. E qui il discorso torna, come un circolo che può essere vizioso o virtuoso, alla qualità della gestione. .
Pompei, 100 mln dalla Ue. Villari: il problema è la cattiva gestione, da migliorare
Il sottosegretario ai beni culturali, Riccardo Villari, ha annunciato che il turismo vale 30 miliardi di euro per l'Italia. Ha anche affermato che il vero problema non è la mancanza di fondi, ma la cattiva gestione degli scavi archeologici, come quelli di Pompei. Villari ha incontrato il commissario Ue agli affari regionali, Johannes Hahn, per discutere di finanziamenti europei per gli scavi. Il presidente dell'Enit, Matteo Marzotto, ha ricordato che il saldo valutario dell'industria turistica italiana è attivo per 30 miliardi di euro. Ha anche affermato che il turismo è in crescita, con un aumento del 6,6% in numero di presenze e del 7,3% in valore.
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