La convenzione. Il 28 novembre la firma a Parigi Nessuna azione di commissariamento ma affiancamento per il buon utilizzo dei 105 milioni dell'Ue Caruso, rappresentante dell'Italia all'agenzia delle Nazioni Unite: «Piena collaborazione con il Mibac» «Nessun commissariamento da parte dell'Unesco. Quanto riportato da alcuni media è inesatto ed inutilmente dannoso per il nostro Paese». L'ambasciatore Francesco Caruso, rappresentante dell'Italia all'Unesco e delegato per Pompei, spiega il senso ed il valore della convenzione con il Mibac. Quale sarà il ruolo dell'Unesco nel piano per Pompei? «L'Unesco entra in punta di piedi come "facilitator" nei programmi, progetti o schemi di intervento del ministero. L'Unesco ha offerto la sua collaborazione e il Mibac l'ha accettata, parlare di commissariamento rischia di compromettere un'operazione positiva per il ministero e per Pompei e l'immagine del nostro Paese». Dall'Unesco era arrivata la sanzione del «cartellino giallo» proprio per Pompei. «Una decisione presa in seguito alla missione dei nostri esperti che avevano riscontrato nel sito la mancanza di una mappa del rischio e di un progetto per la messa in sicurezza, in cui si chiedono all'Italia interventi urgenti per Pompei. Così come era accaduto per il centro storico di Napoli, la firma di un accordo con il Comune di Napoli, ha facilitato la messa a punto di un piano di recupero e il ritiro del cartellino giallo, l'Unesco ha deciso di sospendere ogni decisione su Pompei al 2013». Quali sono i termini della Convenzione? «Durerà 9 mesi e costerà 140mila euro che sono già stati reperiti dal capitolo del bilancio ordinario del Mibac. L'Unesco assisterà il ministero per la rapida realizzazione del cosiddetto piano Cecchi per la salvaguardia di Pompei che verrà finanziato con i 105 milioni di euro dell'Unione Europea. I1 ruolo di "facilitator" potrà essere esteso anche alla cosiddetta "zona tampone", il territorio intorno al sito il cui degrado potrebbe pregiudicare lo status Unesco degli Scavi di Pompei». I fondi europei saranno sufficienti per salvare Pompei? «No. basteranno soltanto per portarla fuori dall'emergenza. Ma uno dei compiti degli esperti e dei tecnici che l'Unesco metterà a disposizione dell'Italia sarà anche quello di favorire i progetti e i bandi di gara al quali si sono già detti pronti a partecipare gli investitori stranieri. Gli imprenditori del consorzio francese La Defense si sono già detti disponibili ad investire a Pompei 200 milioni nei prossimi dieci anni, ma non è escluso che se si troveranno gli strumenti adatti poi possano arrivare anche risorse». Gli investitori stranieri possono contare su grandi vantaggi fiscali, cosa si può fare per incentivare gli italiani? «I francesi hanno una defiscalizzazione del 60 grazie a norme comunitarie, un consorzio italo-francese permetterebbe di estendere questi vantaggi anche agli italiani». Per il Forum delle culture si è fatto anche il suo nome: ha dato la sua disponibilità? «Si, perché per un napoletano verace come me è una sfida affascinante: certo, c'è poco tempo, ma io penso che Napoli possa riuscire laddove altre città non potrebbero».
Pompei. L'Unesco arbitro degli interventi. Cartellino giallo sospeso fino al 2013
L'Unesco ha firmato una convenzione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac) per aiutare a salvaguardare Pompei. La convenzione durerà 9 mesi e costerà 140mila euro. L'Unesco sarà "facilitator" per la realizzazione del piano di recupero di Pompei, finanziato con i 105 milioni di euro dell'Unione Europea. La convenzione non prevede commissariamento, ma affiancamento per il buon utilizzo dei fondi. L'Unesco ha offerto la sua collaborazione per favorire i progetti e i bandi di gara per l'investimento in Pompei. Gli imprenditori francesi hanno già espresso interesse ad investire 200 milioni di euro nei prossimi dieci anni.
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