Soprintendenza nella bufera alla vigilia della visita del commissario Ue. Ritrovato il registro dei custodi La missione. Gli 007 incaricati di verificare che cosa si è fatto per migliorare la sicurezza L'ex ministro Bondi: il problema non sono i fondi ma finché in Italia la gestione sarà affidata ai soprintendenti non cambierà nulla In attesa della visita del commissario europeo alla politica regionale Joahannes Hahn - che domani a Pompei darà il via libera al finanziamento Ue - arriveranno oggi agli Scavi gli ispettori di Via del Collegio Romano. Il ministero dei Beni Culturali ha infatti deciso di inviare propri funzionari, per ricostruire quanto accaduto in relazione all'ultimo crollo negli Scavi, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì della settimana scorsa. A venire giù è stata una piccola porzione di un muro, due metri quadri di sassi, probabilmente a causa della pressione del terrapieno, costituito in gran parte da materiale lavico in un'area non scavata, in seguito alla pioggia insistente caduta nella notte. Ma il cedimento, l'ultimo in ordine di tempo di un annus horribilis per gli Scavi, scoperto da un custode la mattina di venerdì, sarebbe stato comunicato dalla Soprintendenza al procuratore capo di Torre Annunziata Diego Marmo alle 19 e al ministero addirittura la mattina successiva di sabato. Un cedimento provocato da un fenomeno «idrogeologico», dunque, simile a quello che ha causato i crolli precedenti, tra i quali quello clamoroso della Schola Armaturarum, e che non è escluso possa provocarne altri. Sarà l'inchiesta dei pm di Torre Annunziata a stabilirlo. Intanto nell'area sequestrata, vicino alla Porta di Nola, i sigilli potrebbero essere «allentati», su richiesta della Soprintendenza, per consentire agli architetti verifiche sul muro e sugli edifici vicini. Sopralluogo che potrebbe essere filmato per mantenere la memoria dello stato dei luoghi. Sarebbe infine saltato fuori, e sarebbe già stato consegnato al procuratore Marmo, il «brogliaccio» dei custodi, sul quale i custodi hanno annotato data e ora della scoperta del crollo. La «visita» degli ispettori è un nuovo segnale dello stato di tensione tra ministero e Soprintendenza. L'ultimo crollo sembra aver incrinato definitivamente il rapporto di fiduciosa collaborazione tra le istituzioni instaurato all'indomani dell'arrivo al ministero di Galan e dell'approvazione del decreto per Pompei, dopo un lungo periodo di frizione che aveva portato anche al commissaria mento degli Scavi da parte del governo. Ieri una nuova giornata di polemica. «A Pompei ci sono i soldi e il personale: quello che manca è il management» ha detto il segretario ai beni culturali Riccardo Villari, sottolineando che in quello che è accaduto «non ci sono responsabilità della politica, di soldi ne sono stati messi a disposizione nel tempo e non sempre sono stati spesi bene, oppure sono rimasti in cassa. Spetta ai manager amministrare bene le risorse». «Il progetto per Pompei c'è, ma la soprintendente non è mai sul luogo», rincara Diana De Feo (Pdl), componente la commissione Cultura del Senato, secondo la quale i soldi in cassa non vengono spesi «perché la Cinquantaquattro è molto restia a prendere iniziative per paura che intervenga qualche denuncia o ricorso. Inoltre - aggiunge la senatrice - questi progetti hanno molto tardato sia perché la soprintendente era assente, sia perché non vuole assumersi responsabilità e ha preteso che fossero firmati dall'ufficio Legale». «Pompei è una priorità assoluta, ma il problema non sono le risorse - ha detto il governatore Stefano Caldoro - quelle che c'erano non venivano spese fino in fondo perché non c'era la capacità di garantire lavori complessi». «Si cambi subito la soprintendente che non è in grado di gestire una soprintendenza così grande e complessa come quella di Pompei», chiede invece la Uil Beni Culturali. Infine l'ex ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi: «A Pompei da dieci anni c'è una sovrabbondanza di risorse inutilizzate. Finché aree archeologiche come Pompei saranno affidate alla gestione amministrativa dei sovrintendenti non si risolverà niente». Dall'opposizione Matteo Orfini, del Pd, invita invece il governo a mettere «le soprintendenze in grado di svolgere il proprio lavoro, dandogli risorse e personale adeguato», mentre Renzo Lusetti dell'Udc chiede che il ministro Galan «venga presto in aula a riferire».
Crolli e ritardi, a Pompei gli ispettori del ministero
I funzionari del ministero dei Beni Culturali sono arrivati agli Scavi di Pompei per ricostruire quanto accaduto durante l'ultimo crollo, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. Il cedimento del muro è stato causato da un fenomeno idrogeologico simile a quello che ha causato i crolli precedenti. L'inchiesta dei pm di Torre Annunziata sarà necessaria per stabilire la causa del crollo. La visita degli ispettori è un segnale dello stato di tensione tra ministero e Soprintendenza. Il problema non è il mancato finanziamento, ma la gestione inefficiente delle risorse. Il progetto per Pompei c'è, ma la soprintendente non è sempre presente e non vuole assumersi responsabilità.
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