Graziano: pronti anche noi, il governo si muova Modello Colosseo. Il presidente di Palazzo Partanna «Non c'è più tempo basta diffidenze verso i privati, serve un bando come per Roma» Gli sponsor. Non solo i francesi della Defense: intorno al piano di salvataggio si mobilita la comunità internazionale Ci sarebbero anche americani, e non soltanto francesi, tra gli stranieri pronti ad investire a Pompei. I rappresentanti di una Fondazione statunitense sarebbero gi pronti a partire per Parigi, dove il prossimo 28 novembre dovrebbe essere firmata la convenzione che sancisce la collaborazione su Pompei tra l'Unesco e il ministero dei Beni Culturali. L'incontro dovrebbe avvenire al Museo Maillot - sede scelta per la comunicazione ufficiale dell'avvenuta sottoscrizione dell'accordo - dove fino a febbraio 2012 è in corso la mostra «Pompei, arte di vivere» e la cui direttrice, la storica dell'arte italo-francese Patrizia Nitti, è artefice del coinvolgimento degli industriali francesi del Consorzio la Defense nel piano di salvataggio per Pompei. Lungo l'asse Bruxelles-Parigi si gioca dunque una partita decisiva per Pompei, che dovrebbe portare agli Scavi i 105 milioni di euro di fondi europei e, grazie anche al ruolo di facilitazione svolto dall'Unesco, dei potenziali imprenditori, italiani e stranieri, pronti ad investire nei prossimi anni per consegnare al futuro della storia il sito archeologico più grande del mondo. «Attendiamo il bando che consenta ai privati di intervenire su Pompei. Noi abbiamo progetti e contatti». Paolo Graziano, presidente dell'Unione Industriali di Napoli, dal canto suo torna a parlare del «tavolo del fare» su Scavi di Pompei e, più in generale, sulle aree archeologiche della Campania. È rilancia il tema della collaborazione istituzionale. «E fondamentale che alla discussione partecipino tutti i soggetti, altrettanto importante è che ognuno abbia idee chiare per la propria parte. Per gli interventi al Colosseo è stato fatto un bando che ha consentito ai privati di intervenire. Ci aspettiamo che ci sia analogo bando per Pompei». Gli industriali sollecitano il governo? Qui prevale lo spirito politico del leader degli imprenditori napoletani: «E' più corretto dire che l'attendiamo con attenzione. Il governo ha chiare le priorità». Un messaggio comunque chiaro, un modo per ribadire la piena operatività degli industriali e del piano presentato a giugno scorso. E il crollo di questi giorni nella zona di Porta Nola, all'interno degli Scavi, non sposta il livello d'attenzione. «È sempre alto - dice Graziano - e c'è sempre forte determinazione. Il problema non sono i soldi ma la gestione di un progetto che coinvolga attività fuori e dentro le mura della città antica. È stato il dossier dell'Unesco ad indicare questa strada, è la nostra volontà quella di applicare un principio di gestione virtuosa al mantenimento del bene storico ma anche alla rete di servizi esterni al sito». Rispetto per le competenze ma la richiesta chiara da parte degli industriali di mettere da parte ogni veto. «Basta con la diffidenza nei confronti dei privati. La Soprintendenza intende proteggere il sito ma non deve danneggiarlo con posizioni di chiusura rispetto a contributi esterni. La diffidenza si supererà con le azioni, con il fare. Il tempo, cronologico e meteorologico, non gioca a nostro favore. Noi andiamo avanti e speriamo nella collaborazione di tutti», conclude il leader di Palazzo Partanna. Ieri ci sono stati una serie di contatti con i sindaci del territorio. I] primo cittadino di Pompei, Claudio D'Alessio, ha contattato il presidente Graziano per i passi da operare con gli enti locali. E il libro bianco in tre fasi è già pronto: prima la promozione del brand a livello mondiale, poi la creazione di una rete per creare corsie preferenziali e circuiti d'eccellenza intorno agli Scavi, infine il coordinamento territoriale.
Pompei. Finanziamenti, in campo una fondazione Usa
Riassunto in 200 parole:
Il presidente di Palazzo Partanna, Paolo Graziano, sostiene che il governo deve muoversi per salvare Pompei, che richiede fondi per la sua conservazione. Graziano afferma che il governo deve emettere un bando per consentire ai privati di intervenire sul sito archeologico. Il governo ha già emesso un bando per il Colosseo, e Graziano sostiene che ci deve essere un bando simile per Pompei. Il leader degli imprenditori napoletani sostiene che il governo ha priorità chiare e che gli industriali sono pronti a collaborare. Graziano afferma che il problema non sono i soldi, ma la gestione del progetto, che richiede una gestione virtuosa sia per il sito archeologico che per i servizi esterni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo