Impugnate le norme sulle deroghe al piano paesaggistico. Accolte le richieste dei ministri Galan e Prestigiacomo Rischiano di saltare gli interventi per le piste da sci e i porti turistici Sul Piano Casa, il governo «boccia» la governatrice Renata Polverini. Il Consiglio dei ministri, ieri sera, ha accolto la richiesta di impugnazione davanti alla Corte Costituzionale presentata dai ministri ai Beni Culturali Giancarlo Galan e (novità di ieri) anche da quello all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, iniziativa che rimette in discussione molti degli interventi previsti nella legge regionale. Il Piano Casa, nella parte che riguarda gli ampliamenti delle abitazioni, va avanti ma rischiano di saltare tutti quei progetti avversati dall'opposizione: la pista da sci al Terminillo, i 60 porti turistici, gli impianti sportivi, le cliniche adibite a residence. Tutti interventi che la Regione avrebbe voluto fare in deroga ai piani paesaggistici, agendo anche nei parchi. Esulta il centrosinistra: «L'arroganza è stata punita». Replica il centrodestra: «L'impianto del Piano Casa resta in piedi». Il braccio di ferro si è concluso ieri sera, intorno all'ora di cena, e per ora il vincitore è chiaro: tra Renata Polverini e la coppia Galan-Prestigiacomo, il governo di Silvio Berlusconi ha scelto i suoi ministri. E, nel Cdm, Palazzo Chigi ha accolto la «richiesta di impugnativa», presentata dal Mibac e novità di ieri anche dall'Ambiente su una parte del Piano Casa della Regione che riguarda le norme più contestate: quelle che, in deroga ai piani paesaggistici, prevedevano la possibilità di realizzare in aree vincolate piste da sci, porti turistici, impianti sportivi, strutture alberghiere. Interventi che, con gli ampliamenti di casa, sembravano entrarci assai poco. In particolare si tratta dei progetti, contestati dai Verdi, della stazione sciistica al Terminillo, i 6o porti turistici sulle coste laziali, gli interventi nei parchi, le cliniche da adibire a residence, le possibili «sanatorie» ad abusi edilizi (come il Salaria Sport Village), i centri commerciali. I rilievi di Galan e Prestigiacomo sono essenzialmente tre: il contrasto delle norme contenute nel Piano Casa con due articoli della Costituzione (il 9 e il 117), e la deroga al Ptpr (Piano territoriale paesaggistico regionale); le deroghe alla legge Galasso sulle aree di tutela archeologica; il «silenzioassenso» che secondo la Regione si sarebbe applicato anche agli interventi in aree vincolate, come quelle dei parchi. Misura che, secondo il ministero dell'Ambiente, sarebbe stata una «sanatoria implicita». La «palla», adesso, passa alla Corte Costituzionale. Che, nel giro di qualche mese, emetterà la sua sentenza. Ma è chiaro che il primo round, quello politicamente più delicato, è stato vinto dalla coppia Galan-Prestigiacomo. La Polverini, nell'intervista al Corriere, si era scagliata contro il ministro ai Beni culturali: «Ce l'ha con il Lazio. Con Pompei che crolla, si preoccupa di una pista da sci...», aveva detto la governatrice. Dal Mibac fanno sapere: «Non è vero che non abbiamo impugnato altri Piani Casa di altre Regioni: è successo nel 2009 col Molise e nel 2010 con la Campania. E parliamo di amministrazioni di colore diverso». Dopo la «bocciatura», l'opposizione esulta. Per Esterino Montino (Pd) «l'ostinata arroganza di chi non vuole sentire si è scontrata con i rilievi del centrosinistra ma anche dei tecnici del Mibac e dei ministri competenti. Ora il piano casa vale la metà e lo stesso dicasi per la credibilità di questa maggioranza regionale». Secondo Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali «è una decisione normale e ordinaria, che non sconfessa in alcun modo le parti qualificanti del piano casa della regione Lazio sulle premialità destinate alle famiglie».
Lazio. Piano casa, il governo boccia Polverini
Riassunto in 200 parole:
Il Consiglio dei Ministri ha accolto la richiesta di impugnazione presentata dai ministri ai Beni Culturali Giancarlo Galan e all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che mira a saltare gli interventi previsti nella legge regionale per il Piano Casa. I progetti contestati includono la stazione sciistica al Terminillo, i 60 porti turistici, gli impianti sportivi, le cliniche adibite a residence e gli interventi nei parchi. La governatrice Renata Polverini aveva richiesto di impugnare gli interventi, ma il governo di Silvio Berlusconi ha scelto di sostenere i ministri. La Corte Costituzionale dovrà ora esaminare la richiesta di impugnazione.
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