Il Consiglio dei ministri si oppone alle deroghe paesaggistiche, archeologiche e ai condoni. Giro: ma limpianto resta Nel braccio di ferro tra governo e Regione alla fine ha vinto il ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan. Il Consiglio dei ministri ieri ha infatti deciso di impugnare il Piano casa della giunta Polverini. La legge urbanistica della Regione andrà dunque al vaglio della Corte costituzionale, anche se solo nella parte che riguarda le deroghe al Piano paesaggistico, alle zone archeologiche e ai condoni sulle aree vincolate. Determinante nella scelta del governo è stato lassist del ministro dellAmbiente, Stefania Prestigiacomo, che ha sorpresa ha appoggiato il ministro Galan e ha eccepito anche lei una serie di violazioni del Piano nella sua materia. GIOVANNA VITALE Sarà la Consulta a decidere sugli articoli contestati Gli altri entrano in vigore domani Alla fine, sul Piano casa, lha spuntata Galan. Nel braccio di ferro ingaggiato con la Polverini, lha avuta vinta lui: il governo, in fondo a una seduta tormentatissima causa decreto sviluppo, ha infatti sposato la linea del ministro veneto e deciso di impugnare la legge urbanistica del Lazio. Determinante lassist della responsabile dellAmbiente Stefania Prestigiacomo, che a sorpresa ha dato man forte al titolare dei Beni Culturali ed eccepito pure lei una serie di violazioni nella sua materia: in particolare le norme che avrebbero modificato i limiti di edificabilità nelle zone A e B di parchi e riserve, zone massimamente tutelate dallo Stato, dove invece la Pisana aveva offerto non solo la possibilità di costruire, ma anche quella di demolire e ricostruire con aumenti di cubature. Obiezioni che hanno presto convinto tutti i colleghi, a cominciare dal proponente Fitto, sulla necessità di accogliere la richiesta dei due ministri e ricorrere alla Consulta sugli articoli da loro contestati. Tre le parti del provvedimento che, bocciate da Palazzo Chigi, dovranno ora passare il vaglio di costituzionalità: le deroghe alla legge Galasso sulle zone di interesse archeologico; le deroghe ai divieti del piano paesaggistico (che prevedono la realizzazione di opere pubbliche e private, come le famose piste da sci, su aree tutelate); il silenzio assenso sulle pratiche di condono edilizio relative ad abusi su zone sottoposte a vincolo (insanabili per legge nazionale). Il resto del Piano, ovvero la parte "abitativa", rimane invece in piedi ed entrerà in vigore domani, allo scadere dei due mesi dalla pubblicazione sul Bur. La governatrice, che ieri non ha voluto commentare impedendo allintera maggioranza di fiatare, esce dunque sconfitta dal lungo testa a testa con il ministro Galan: tipico esempio di lotta interna al Pdl e cartina di tornasole del precario stato di salute dellintero centrodestra. E dire che linquilino del Collegio Romano laveva avvertita questestate, nel bel mezzo delliter di approvazione della legge urbanistica in consiglio regionale: cambia il testo, le aveva suggerito, altrimenti sarò costretto a impugnarlo. Monito che aveva ripetuto laltro ieri, alla vigilia del verdetto del governo. Ma lex sindacalista, in entrambi i casi, ha risposto con la voce grossa, si è messa a litigare, appellandosi direttamente a Berlusconi: convinta che fra lui e lei, il premier avrebbe scelto lei. E invece... Non solo Galan ha preteso e ottenuto che la decisione sul ricorso fosse inserito allultimo momento nellordine dei lavori del Consiglio dei ministri convocato in seduta straordinaria per il decreto sviluppo, ma ha anche minacciato le dimissioni se la sua richiesta fosse stata respinta. Troppo per il Cavaliere, in preda alle fibrillazioni di una maggioranza ormai allo sbando. Esulta lopposizione. «Si conferma la bontà della nostra battaglia contro le forzature illegittime della giunta Polverini: il ministro ha ghigliottinato il Piano casa, che ora vale la metà, come la credibilità di questa maggioranza», canta vittoria il capogruppo pd Esterino Montino. Rilancia invece il capogruppo di Sel Luigi Nieri: «Limpugnazione del governo mostra che una buona parte della legge è irregolare, ma è tutto il Piano casa ad essere viziato: perciò abbiamo presentato anche un esposto alla Commissione Europea per i gravi danni urbanistici e paesaggistici insiti nel Piano». E mentre «tutto il Pdl del Lazio esprime solidarietà alla presidente Polverini», Storace si dice «sconcertato: il governo non ha deciso nulla, ha colpito solo il Lazio».