«Un libro svela il significato del misterioso numero "72" sotto il ponte alle spalle della Gioconda». Non è un passaggio della sublime satira del Leonardo esoterico alla Voyager fatta da "Non perdiamoci di vista" di Paola Cortellesi (che oggi merita rivedere su Youtube). No: è lo slogan che lancia «L'eredità di Leonardo», di Simone Valmori. Per non rovinare la suspense, non svelerò quel famoso significato. Più istruttivo riportare le osservazioni di Valmori sulla 'Pala dei tre arcangeli' di Marco d'Oggiono, a Brera: «Secondo l'autore recita il comunicato stampa parte di una L è nascosta dal manto, ma poi si intuisce una I ruotata di qualche grado, seguita da due angoli sovrapposti che formano un quadrato a forma di O. Alla N pare essere caduta una stanghetta, poi però la R è perfetta, così come la D (privata di parte della linea retta) e la O finale al centro. Un codice segreto quindi, che associa Leonardo da Vinci all'arcangelo Gabriele, ma perché? In quel dipinto pare che ci siano altri illustri personaggi, come Michelangelo in alto, Raffaello Sanzio a destra e Satana che soccombe nelle tenebre. L'autore ci invita a leggere le prime due lettere di ciascuno dei loro nomi: MiRa LiSa, il mistero di tutto, ancora una volta sembra celato in quella Lisa Gherardini che D'Oggiono esorta ad osservare, in quella Lisa che, da sempre, è conosciuta come Gioconda». C'è di che rimanere interdetti, ma sarebbe ingeneroso infierire su Valmori, che dichiara onestamente di aver scritto un 'romanzo', visto che non si trova molto di meglio in buona parte della bibliografia 'scientifica' degli iconologi d'oggi (sembra di leggere Maurizio Calvesi su Caravaggio!). A turbare non è tanto quel che succede a Leonardo nell'infima fiction fantastorica da Dan Brown in poi: semmai quel che gli capita in ambiti che dovrebbero essere più seri. Negli studi di storia dell'arte, per esempio, ogni giorno c'è qualcuno che spoglia il catalogo di Verrocchio a favore di Leonardo, con l'obiettivo di finire sui giornali: infallibilmente riuscendoci, come dimostra l'ultimo domenicale del Sole 24 ore con l'ultima attribuzione vinciana, che appare oziosa (come osserva felicemente Francesco Caglioti) almeno quanto è sensazionalistica. Ma la palma spetta alla Provincia di Firenze, che sta facendo scavare in una chiesa per trovare il corpo della Gioconda, e contemporaneamente raccoglie le firme per ottenere in prestito dal Louvre la "Gioconda" vera. Feticcio del marketing ed eroe della superstizione: davvero il sole luminoso di Leonardo non poteva conoscere un'eclissi peggiore.