Gli operatori del mercato di Natale accettano il trasloco, ma con riserve LUCCA. Un sì a denti stretti, sofferto e gravato da una forte dose di scetticismo. Gli ambulanti del mercato storico di piazza San Michele accettano il trasferimento, già dall'appuntamento di Natale, in piazza Napoleone. Piazza San Michele è vietata a qualsiasi iniziativa: così ha disposto la Soprintendenza, sulla scia dei "maltrattamenti" usati alla piazza e denunciati da Italia Nostra (le pietre rotte del selciato, il bitume usato per riempire le buche eccetera). Vietata finché non sarà rifatta una nuova pavimentazione, ma con una deroga: quella per gli stand dei Comics di quest'anno, dei quali ieri è iniziato il montaggio. Proprio guardando quegli stand e dirigendosi verso la riunione, ieri pomeriggio nella sede di Confesercenti, agli operatori del mercato, si è stretto il groppo in gola. «Perché mai quelle strutture imponenti sì, e i banchi del mercato no. Oltretutto - come ribadisce il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini, a nome anche della rappresentanza di operatori intervenuti all'incontro e di Angelo Paoli di Confcommercio, anche lui presente per la sua associazione - quella di San Michele si chiama fiera, non mercato, proprio perché si tratta di un appuntamento storico: vecchio di secoli quello di settembre, di settant'anni quello di Natale». Cinquantadue famiglie. Gli operatori hanno dovuto dire di sì, continua Pasquini, anche perché «molti di loro hanno già acquistato le merci per il mercato di Natale. Sono 52 operatori e quindi 52 famiglie, che non possono rinunciare a lavorare anche se in condizioni di disagio». Ma l'accoglimento dell'aut-aut del Comune in materia di trasferimento del mercato di Natale da San Michele a piazza Grande (domani è in programma l'incontro con l'assessore al commercio Moreno Bruni) non sarà in senso passivo. Gli operatori, continua Pasquini, non abbandonano l'idea di «riprendere la discussione sulla collocazione delle fiere, soprattutto quelle di settembre e di Natale. Continuiamo a chiedere che si apra un tavolo di lavoro e di confronto». Sconti e promozione. Gli operatori confidano nel supporto "speciale" che il Comune ha loro promesso in cambio del trasferimento in pratica immediato, quando invece - considera sempre Emanuele Pasquini - «in casi come questi e per motivi come questi, la normativa vigente sul commercio prevede un anno di tempo per organizzare il trasferimento di un mercato storico». Tornano quindi alla carica con lo sconto sulla Cosap (il canone di occupazione del suolo pubblico) per il mercato di Natale, con la promozione del mercato, anche relativamente a una segnaletica dedicata e chiedono - aspetto finora mai emerso - «che in piazza Grande ci siano alberi di Natale illuminati» e che i banchi possano essere collocati sull'angolo di piazza Napoleone che si affaccia su piazza XX Settembre, più vicino al centro storico», commenta Massimiliano Logli, un rappresentante degli operatori. Il Comune ritratta. Da parte sua, l'assessore Bruni ridefinisce le posizioni del Comune. In merito allo sconto sulla Cosap, spiega che dovranno essere verificate le possibilità concesse dal bilancio, e comunque sentendo l'assessore alle finanze Amelia Coli. E quanto alla possibilità, già annunciata, che la fiera di Settembre torni in San Michele, Bruni la vede come «una trattativa successiva che cercheremo di avviare con la Soprintendenza, per verificare se ci sono prescrizioni compatibili con il rispetto del selciato e allo stesso tempo con l'arredo urbano e il decoro». Verso una miglire qualità. Altro punto: quello sul miglioramento qualitativo del mercato, un'esigenza sottolineata anche dagli operatori. Il processo sarà comunque molto lungo: conferma Bruni, infatti, che «tracceremo un regolamento. Le attività che non saranno rispondenti saranno eliminate via via che scadranno le rispettive concessioni, di validità decennale».