Il dirigente comunale dà la sua versione nel processo per le case costruite al posto delle serre LUCCA. Dice di aver agito nel pieno rispetto della legge l'architetto Maurizio Tani, dirigente comunale sotto accusa (abuso d'ufficio) per la vicenda delle case costruite al posto di serre dismesse a San Macario. È stato ascoltato nel corso dell'udienza davanti al tribunale collegiale. Tani (difeso dagli avvocati Marzaduri e Di Bugno) incalzato dalle domande del pm Origlio, titolare dell'inchiesta, risponde di aver firmato il permesso a costruire proprio poche ore prima che il consiglio comunale approvasse la variante che adesso di fatto vieta interventi come quelli effettuati a San Macario. «Nessun contrasto con le indicazioni dell'amministrazione comunale - assicura il dirigente -, anzi una mia decisione proprio a tutela del Comune. Decisione presa anche perché erano trascorsi i 60 giorni dal parere della Soprintendenza e non concedere il permesso poteva anche costarmi l'essere chiamato in causa». Tani afferma che oltretutto «il permesso concesso era in linea con il volere dell'amministrazione municipale, che intendeva salvaguardare il territorio. Il nuovo permesso era per 28 alloggi, il precedente per 40 e quindi c'era un minor impatto ambientale». Nel corso dell'udienza Tani ricostruisce l'iter delle pratiche di edilizia private. Dalla presentazione della domanda all'affidamento dell'incartamento a uno dei tecnici (nel caso specifico il geometra Gnesi, che sarà ascoltato nella prossima udienza fissata a gennaio) e quindi la conclusione dell'istruttoria con l'eventuale firma del dirigente. Tani spiega ai giudici di aver inviato la polizia municipale a controllare lo stato dei luoghi dopo l'esposto di un vicino, Alessandro Terigi al quale era stato invece negato il permesso a costruire. Terigi, sentendosi sfavorito ingiustamente, si è costituito parte civile. Il Comune aveva fatto pagare un'oblazione all'Immobiliare San Macario per alcune volumetrie abbattute e quindi aveva attivato la procedura di sanatoria. Una prassi consolidata, afferma Tani: «Pienamente in linea con le leggi in vigore». Il dirigente sostiene anche che, essendo la questione «delicata», il sindaco Favilla ne era informato e che erano stati chiesti pareri legali agli studi Morbidelli e Stancanelli. Punto molto discusso in aula l'aggiornamento della cartografie a cura dell'ingegner Sani. «Non lo conosco, l'ho fatto chiamare dall'ufficio» sostiene Tani.
LUCCA - URBANISTICA - L'architetto Tani: Ho agito nel rispetto delle leggi
Il dirigente comunale dà la sua versione nel processo per le case costruite al posto delle serre LUCCA. Il dirigente comunale, difeso dagli avvocati Marzaduri e Di Bugno, risponde di aver firmato il permesso a costruire proprio poche ore prima che il consiglio comunale approvasse la variante che adesso di fatto vieta interventi come quelli effettuati a San Macario. Nessun contrasto con le indicazioni dell'amministrazione comunale - assicura il dirigente -, anzi una mia decisione proprio a tutela del Comune. La decisione presa anche perché erano trascorsi i 60 giorni dal parere della Soprintendenza e non concedere il permesso poteva anche costarmi l'essere chiamato in causa.
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