Ecco la ricetta per rilanciare Pompei di Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac: «Incentivi fiscali, meno burocrazia e sinergie bipartisan», dice Resca in un'intervista. E suggerisce di adottare il modello Colosseo: «Se il meccanismo degli sponsor si è rivelato prezioso per Roma, lo stesso può avvenire a Pompei che per decenni non ha goduto dell'attenzione né degli aiuti necessari.. Il direttore generale conta molto sul mecenatismo: «Dobbiamo attrarre imprenditori anche dall'estero offrendo forme di incentivazione fiscale, come avviene peraltro in tutti i Paesi europei e negli Stati Uniti. Cosi i privati potranno contribuire attivamente alla tutela e alla valorizzazione». "Incentivi fiscali, meno burocrazia e sinergie bipartisan. Ecco cosa serve per rilanciare Pompei». Mario Resca, direttore generale perla valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, illustra il piano per mettere in sicurezza il sito archeologico, dove negli ultimi mesi si sono susseguiti incidenti e crolli. E dice no al Forum delle Culture: «Amo Napoli, ma ho troppi impegni al ministero». Ancora un cedimento. Non c'è pace per la città sepolta. «Si prova tanta tristezza nel vedere un sito così importante come quello di Pompei, visitato ogni anno da milioni di persone, esposto a pericoli del genere. Certo, in generale gli scavi sono sempre a contatto con le intemperie e per questo corrono seri rischi di deterioramento. Ma in questo caso c'è stata un'accelerazione che non può non suscitare grande preoccupazione». Il mondo ci guarda. Possibile che non ci sia nulla da fare? «Il ministero è al lavoro senza sosta nel tentativo di trovare soluzioni efficaci. Prima Sandro Bondi e ora Giancarlo Galan sono impegnati a reperire le risorse necessarie perla tutela e il recupero dell'area. Perla Campania e l'Italia intera il turismo culturale può essere un formidabile volano di sviluppo. Noi ne siamo consapevoli e negli ultimi due anni siamo riusciti ad invertire il trend negativo: oggi più di ieri si registra un ritorno di pubblico nei siti archeologici e artistici. Purtroppo, però, le notizie negative viaggiano più velocemente di quelle positive». Gli enti pubblici da soli non possono farcela. Come coinvolgere i privati? «La risposta al problema dev'essere il mecenatismo. Dobbiamo attrarre imprenditori anche dall'estero offrendo forme di incentivazione fiscale, come avviene peraltro in tutti i Paesi europei e negli Stati Uniti. In questo modo i privati potranno contribuire attivamente alla tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio. Abbiamo grandi responsabilità verso il mondo intero e non possiamo commettere errori». Come ridurre i tempi di intervento? «Dobbiamo sburocratizzare, costruire percorsi snelli e semplici e utilizzare le migliori competenze attraverso collaborazioni e sinergie bipartisan. La Fondazione Packard a Ercolano, ad esempio, sta fornendo un contributo positivo in termini tecnici. Occorre seguire con determinazione questa strada». Il modello Colosseo può essere esportato in Campania? «Ne sono convinto. Se il meccanismo degli sponsor si è rivelato prezioso pet Roma, lo stesso può avvenire a Pompei che per decenni non ha goduto dell'attenzione né degli aiuti necessari». L'impiego dei fondi europei sarà cruciale. È d'accordo con il governatore Stefano Caldoro che chiede una deroga al patto di stabilità per queste risorse? «Il sottosegretario Riccardo Villari, che da campano è particolarmente sensibile alla questione, si sta adoperando per raggiungere quest'obiettivo. Sono fiducioso e convinto che si interverrà nei modi più opportuni». Lei è da tempo in pole position per il ruolo di direttore generale del Forum delle Culture. «Ne ho parlato con il presidente Caldoro. Si tratta di una grande sfida che mi sarebbe piaciuto affrontare. Purtroppo i tanti impegni al ministero non mi consentono di dedicarmi all'evento, come avrei voluto. Amo Napoli e sono convinto che questa manifestazione possa essere l'occasione tanto attesa, che dunque non va sprecata. Ma bisogna accelerare al massimo perché il 2013 è vicinissimo. Grandi eventi come il Forum e la Coppa America, uniti alle ricchezze già presenti sul territorio, possono trasformare la città in un grande palcoscenico internazionale». Il commissario Hahn Mercoledì la visita «Pronti 105 milioni per progetti di eccellenza» Il sottosegretario Villari «Trenta milioni in cassa e non vengono spesi Troppi i fondi inutilizzati» L'archeologo Carandini «Ritardi e incuria da decenni: tutti i giorni si rischiano crolli» Il manager Mario Resca, 66 anni, è il direttore Generale per la valorizzazione dei patrimonio culturale presso il ministero dei Beni Culturali. Dal 1995 al 2007 è stato Presidente e amministratore delegato di McDonald's Italia. E' membro del cda dell'Eni, e membro del cda del Gruppo Mondadori.
Resca: allarme. Scavi modello Colosseo per ricominciare
Il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, Mario Resca, ha espresso la sua opinione su come rilanciare Pompei. Secondo Resca, è necessario offrire forme di incentivazione fiscale ai privati per attrarre imprenditori anche dall'estero, in modo da poter contribuire attivamente alla tutela e valorizzazione del sito archeologico. Inoltre, Resca sostiene che è necessario ridurre la burocrazia e costruire percorsi semplici per accelerare gli interventi. Il modello del Colosseo, che ha avuto successo a Roma, può essere applicato anche a Pompei. Resca è anche convinto che l'impiego dei fondi europei sarà cruciale per il recupero del sito.
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