La governatrice: «La pista di sci al Terminillo? La rivendico, lì non c'è niente» Polverini: Galan ce l'ha con noi perché ce l'ha con Roma Dopo l'altolà del ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan, è scontro sul Piano casa della Regione Lazio. Renata Polverini replica: «Noi andiamo avanti. Galan non ha simpatia per questa parte del Paese». Secondo il ministro, la legge regionale va impugnata dal governo: «Altrimenti mi dimetto», le sue parole. La governatrice risponde: «Sono sorpresa. Con Pompei che crolla, Galan pensa alle dimissioni per una pista di sci al Terminillo». La presidente rivendica gli interventi previsti: «In provincia di Rieti serve una struttura di quel tipo. E non siamo noi ad aver richiesto 60 porti: tra questi, comunque, quello previsto a Tarquinia è importante». Entro dopodomani (quando il Piano casa sarà operativo) il governo deve pronunciarsi: «Spero che Berlusconi sostenga un'idea voluta da lui». Le opposizioni protestano. E i Verdi hanno preparato un dossier sui progetti più contestati. Una legge regionale contestata, avversata, al centro di polemiche. E una serie di interventi, previsti nel «Piano casa» del Lazio, che con l'ampliamento delle abitazioni c'entrano poco. Piste da sci, alberghi, impianti sportivi, beauty farm, porti. E ancora: interventi nei parchi, nell'agro romano, in montagna. E scontro dopo l'altolà del ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan, pubblicato ieri dal Corriere: "Non sarò io a permettere certi abusi. La legge va impugnata prima del 26 ottobre (quando diventerà operativa, ndr), altrimenti mi dimetto», le sue parole. Secondo il dossier dei Verdi gli interventi più «a rischio» sono una decina. A cominciare dalla pista di sci al Terminillo che «prevede l'abbattimento di diecimila faggi secolari in area a tutela integrale». Progetto per il quale serve una doppia deroga: al piano paesistico e alle leggi dello stato, che vietano trasformazioni sopra dei 1.200 metri di altezza. «Gli alberi dice Angelo Bonelli non sono delle paline della luce. Anche se vengono piantumati altrove, spostarli comporta un danno al territorio notevole». Le piste da sci sarebbero due: «Ce n'è un'altra, a Filettino», dice Esterno Montino, capogruppo del Pd in Regione. E poi ci sono i porti. Non solo quello di Tarquinia, alla foce del fiume Paglia, un'area secondo i Verdi «ad alto rischio idrogeologico. Il fiume è secco d'estate e soggetto ad esondazione d'inverno». Lì si prevedono, insieme ai posti barca, strutture recettive per oltre mille metri cubi: il progetto è già pronto, studiato da un gruppo di imprenditori vicini al centrodestra. E poi Cerveteri, Ladispoli, il raddoppio del porto di San Felice, dentro il parco nazionale del Circeo. E, ancora, campi da golf (uno nella riserva naturale Laurentino -Acqua Acetosa), il centro direzionale Alitalia alla Magliana che potrebbe essere convertito ad uso residenziale, gli interventi sui Monti della Tolfa, su Tor Pagnotta, le cliniche private (alcune degli Angelucci) da trasformare in residence, il Salaria Sport Village di Anemone che potrebbe ricevere una insperata sanatoria. Secondo Montino «Galan ha messo il dito nella piaga». Luigi Zanda, Pd, aggiunge: «La Polvetini è stata presa con le mani nella marmellata». Bonelli rivela: «Galan ha accolto la richiesta che noi, come Verdi, abbiamo fatto a lui e al ministro dell'Ambiente». Secondo Luigi Nieri (Sel) «il governo non può ignorare l'appello di Galan». Il Pdl laziale difende il provvedimento e critica il ministro: «Non capisco dice Alfredo Pallone la posizione di Galan. Il piano casa è voluto dal governo, il sistema di porti nel Lazio è sottodimensionato. Modello da esportare». I numeri 60 Le richieste di strutture portuali che, secondo il Mibac, sarebbero contenute nel «Piano casa» del Lazio 362 I chilometri della costa laziale, dal Sud a Nord 1 Milione di metri cubi è previsto nel progetto urbanistico (tra strutture recettive, commerciali e residenziali) collegato al porto di Tarquinia, alla foce del fiume Paglia. 10.000 Gli alberi che dovrebbero essere spostati per la pista di sci al Terminillo