Domenica mattina i lavoratori della società Ales, gli stessi che il 16 e il 17 dicembre scorso occuparono il sito archeologico, piantoneranno gli ingressi di Porta Marina e piazza Anfiteatro distribuendo, ai turisti, tremila cartoline di auguri. Gli scavi archeologici, tuttavia, saranno accessibili ai visitatori. «L'iniziativa - spiega Giuseppe Pinto della Uil - intende sensibilizzare l'opinione pubblica sul serio rischio di licenziamento dei 240 lavoratori della società». I dipendenti campani dell'Ales, società mista al settanta per cento di Italia Lavoro e trenta per cento del ministero beni culturali, vedendo fuori dalla Finanziaria l'emendamento che doveva assicurare loro il rinnovo del contratto per altri tre anni, hanno deciso di avviare azioni di lotta e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. «La mancata approvazione di tale emendamento - spiegano Giuseppe Pinto della Uil, Giovanni Guadagno della Cgil, Vincenzo Ferone della Cisl, Giovanni Amendola dell'Ugl-Terziario e Giuseppe Migliori dell'Orsa - equivale al licenziamento di tutti. Pertanto, abbiamo deciso di reagire, con forza, alle false promesse fatte dai governanti, agendo d'anticipo con varie forme di protesta, prima di vederci recapitare le lettere di licenziamento». Un'analoga iniziativa si svolgerà a Napoli davanti a Palazzo Reale.
Beni culturali e archeologici precari in lotta
Domenica mattina i lavoratori della società Ales, gli stessi che il 16 e il 17 dicembre scorso occuparono il sito archeologico, piantoneranno gli ingressi di Porta Marina e piazza Anfiteatro distribuendo, ai turisti, tremila cartoline di auguri. Gli scavi archeologici, tuttavia, saranno accessibili ai visitatori. L'iniziativa - spiega Giuseppe Pinto della Uil - intende sensibilizzare l'opinione pubblica sul serio rischio di licenziamento dei 240 lavoratori della società. I dipendenti campani dell'Ales, società mista al settanta per cento di Italia Lavoro e trenta per cento del ministero beni culturali, vedendo fuori dalla Finanziaria l'emendamento che doveva assicurare loro il rinnovo del contratto per altri tre anni, hanno deciso di avviare azioni di lotta e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. La mancata approvazione di tale emendamento - spiegano Giuseppe Pinto della Uil, Giovanni Guadagno della Cgil, Vincenzo Ferone della Cisl, Giovanni Amendola dell'Ugl-Terziario e Giuseppe Migliori dell'Orsa - equivale al licenziamento di tutti. Pertanto, abbiamo deciso di reagire, con forza, alle false promesse fatte dai governanti, agendo d'anticipo con varie forme di protesta, prima di vederci recapitare le lettere di licenziamento. Un'analoga iniziativa si svolgerà a Napoli davanti a Palazzo Reale.
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