I piccoli musei passeranno sotto la "tutela" di Regione e Comuni. Parola di ministro Urbani e sindaco Domenici che, ieri pomeriggio, si sono riuniti alla Fondazione Spadolini-Nuova Antologia grazie all'ospitalità del "padrone di casa", professor Cosimo Ceccuti, per affrontare alcune questioni - quella Nuovi Uffizi in primis - relative alla gestione del patrimonio artistico fiorentino e non. Nella sua veste di presidente dell'Anci, Associazione nazionale comuni d'Italia, Domenici ha confermato insieme al ministro l'interesse «a dare attuazione all'articolo 150 del decreto legislativo 11298 per il trasferimento dei musei statali alla autonomie locali, attraverso gli strumenti concertativi stabiliti dal decreto stesso». In termini digeribili per il profano, la possibilità di "cedere" a Regione e Comuni i musei minori, quelli che rendono meno e costano di più. «In Italia arrivano ogni anno 130 milioni di visitatori, ma le risorse sono poche il commento amaro di Giuliano Urbani. Il ministero dei Beni culturali è nato come "una Cenerentola", per quanto riguarda i finanziamenti, ma oggi la sfida è quella di cercare di conquistare nuove risorse per tutelare e valorizzare il nostro tesoro». «Per la salvaguardia e la gestione del patrimonio artistico in Italia si spende, in termini di Pil, lo 0,7-0,8 per cento, quando la media europea in nazioni che, in termini artistici, hanno infinitamente meno del nostro Paese, sale allo 0,50 fino all'uno per cento», ha spiegato il ministro Urbani ieri pomeriggio, durante l'incontro in occasione del ventottesimo anniversario della prima legge per la tutela e l'organizzazione dei beni culturali che porta il nome di Giovanni Spadolini. Rendendo omaggio a "Giovannone" (come lo ha definito lo stesso Urbani) uno dei suoi maestri, leader dei repubblicani e presidente del Senato, in ministro ner i Beni culturali ha voluto precisare, di fronte alla nutrita platea di amici e collaboratori dello storico fiorentino scomparso nel 1994, «di essere impegnato a portare avanti innovazioni nel solco spadoliniano». «Mi sento un nipotino piccolo piccolo», ha concluso Giuliano Urbani rivolgendosi a Cosimo Ceccuti. Al termine della cerimonia, il ministro è stato raggiunto a Pian dei Giullari dal sindaco Domenici, con il quale si è intrattenuto oltre un'ora per analizzare questioni di grande importanza per il futuro della città: dal progetto Grandi Uffizi alla costituzione di un gruppo di lavoro per verificare la possibilità e le modalità di costruzione di una fondazione partecipata da gpverno, Comune, Regione e altri soggetti, per la gestione della Galleria, sul modello di quanto già realizzato per Museo Egizio di Torino e per il Museo delle Navi antiche a Pisa. Fra le novità in arrivo, anche il "trasferimento" dei musei minori a Regioni e Comuni: «Che in realtà trasferimenti veri e propri non sono ha concluso Urbani , ma una compartecipazione alla gestione, ad esempio». «Il trasferimento è l'ultima ratio, in quanto la finalità è quella di lavorare in termini di sistema per migliorare la funzionalità e la redditività di questi piccoli gioielli», interviene il direttore generale per i Beni architettonici del ministero, Roberto Cecchi. Vago e impreciso, per ora, l'elenco dei musei interessati dall'accordo: «Così su due piedi mi viene in mente il Museo della Casa Fiorentina, quello all'interno di Palazzo Davanzati si sbilancia l'assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio, Simone Siliani , ma potrebbe rientrarci anche il circuito degli Oratori». Telecamere ipertecnologiche a difesa dei tesori. Atti vandalici, furti, disattenzioni. Dalle imprese di Pietro Cannata, che martellò il piede del David di Michelangelo all'Accademia, alle più recenti scritte che hanno imbrattato il piazzale degli Uffizi e che hanno fatto arrabbiare il sovrintendente Antonio Paolucci, le nostre opere d'arte sono a rischio. Guardie giurate, telecamere, custodi, non bastano a sorvegliare i nostri tesori, soprattutto quelli all'aperto. Da oggi però c'è una nuova invenzione che potrebbe cambiare le cose. L'ha messa a punto la società fiorentina di impianti elettrotecnici «Fanfani Bandinelli» e sembra essere la risposta adeguata ai bisogni di sicurezza di musei e non solo. Si tratta di un nuovo sistema di telecamere che riprendono tridimensionalmente un'immagine, segnalando con opportuni allarmi modificabili a piacimento qualsiasi intrusione nello spazio. Rispetto alle telecamere tradizionali, in genere a sensibilità bidimensionale, l'allarme non scatta ogni volta che un ombra si avvicina all'oggetto allarmato (basta un volo di piccioni per far scattare il segnale di pericolo). Solo chi entra in un determinato spazio verrebbe ripreso, le immagini registrate e un avviso acustico viene inviato ad una centrale operativa o meglio a forze dell'ordine - ma anche custodi -dotati di computer palmare. Questa nuova tecnologia permette di eliminare quindi i falsi allarmi e di intervenire immediatamente. E, se segnalata nei luoghi di interesse, scoraggiare i malintenzionati. L'invenzione è frutto della sensibilità all'argomento della «Fanfani Bandinelli», che già ha illuminato il Duomo, il Battistero, Orsammichele, la Galleria Palatina, grazie alla qualità dei prodotti e ai rapporti decennali con le sovrintendenze e il comune. La speranza degli inventori di questo sistema è che possa essere utilizzato anche nella Loggia dei Lanzi e nel loggiato degli Uffizi (dove è ancora necessaria una presenza umana 24 ore al giorno) e, perché no, nei Nuovi Uffizi, dove sono in corso i lavori e dove le nuove telecamere potrebbero affiancare quelle già utilizzate. I costi non sarebbero elevati - dicono alla società - e permetterebbero di risparmiare sul personale, destinandolo a mansioni più qualificate.