Le stime della soprintendente Cinquantaquattro per mettere in sicurezza lintera area: "Ci sono zone ad alto rischi Secondo sopralluogo del sottosegretario Villari: "Non vedo ragioni per non avere i fondi europei" Ieri nuovo sopralluogo del sottosegretario Villari sul posto con la soprintendente di Napoli e Pompei Teresa Elena Cinquantaquattro, che era in missione al ministero nel giorno della prima visita del sottosegretario, sabato. Per i 105 milioni destinati alla messa in sicurezza dellarea archeologica si starebbero accorciando i tempi. «Il commissario europeo Hahn che verrà mercoledì ha dichiarato che alla luce della documentazione che abbiamo inviato martedì scorso e già aveva giudicato completa, non ci sono motivi per non dare il via libera. Mi sono preoccupato di fargli avere prima possibile anche la documentazione sullultimo episodio». Villari ribadisce lintervento di Invitalia in connessione con larrivo del finanziamento. Ma a Pompei in dodici mesi, dice la soprintendente, «non siamo stati con le mani in mano». Strumentalizzazioni e anche forme di sciacallaggio intorno a una torta che fa gola a molti. Le agenzie diffondono una dichiarazione («Dovremo spendere rapidamente fino allultimo euro facendo tutto alla luce del sole, perché dove ci sono i soldi, e quindi anche qui, cè la camorra che tenta di infiltrarsi, sappiamo benissimo cosa gira intorno a Pompei»), che la soprintendente poi smentisce. «In dieci mesi - dice larcheologa - abbiamo eseguito lavori per 7 milioni, la scorsa settimana si è chiuso il termine per le offerte della gara per i servizi aggiuntivi, che non si faceva da anni. Dobbiamo agire tamponando una situazione di emergenza e solo dopo che, grazie ai fondi europei, la messa in sicurezza di tutto il sito sarà completata, si potrà arrivare alla manutenzione ordinaria». Ma perché a Porta Nola non cerano cantieri? «Su 44 ettari, chi poteva prevedere il maltempo. Quella non è comunque una zona che avremmo considerato ad alto rischio. Infatti il danno è stato molto limitato». Ma ci sono zone rosse? «Abbiamo individuato zone ad alto rischio per lo stato di conservazione delle strutture - dice la soprintendente Cinquantaquattro - e ora che abbiamo attivato i lavori con fondi ordinari stiamo iniziando da quelle zone che mostrano maggiori problemi». Qualche nome? «Sono diffusissime, si tratta di intere aree della città, ma i fondi che abbiamo non bastano. Sulla base della valutazione fatta nel 2006, con il primo screening effettuato dal soprintendente Guzzo sera fatto il calcolo di 260 milioni per poter mettere in sicurezza tutta larea archeologica».