Trentotto occhi elettronici puntati sul Colosseo. Alcuni fissi altri in grado di ruotare a 360 gradi. Controllano, giorno e notte, ogni angolo dell'anfiteatro romano. Catturano immagini che in diretta vengono convogliate nella sala operativa del Comune di Roma e, insieme ad un complesso sistema computerizzato, permettono di proteggere l'arena più famosa del mondo. E' il regalo che il Campidoglio ha fatto per il 2005 ai romani. Anzi al mondo intero. Perché, non bisogna dimenticarlo, il Colosseo continua ad essere il monumento italiano più visitato dai turisti. Quello che ogni volta che lo guardi, emoziona. Quello conosciuto ad ogni latitudine. Nel 2003 ha fatto registrare 3 milioni e 106 mila presenze. Un record che ha fruttato alle casse dello Stato la bellezza di 18 milioni e 320 mila euro per i biglietti d'ingresso acquistati. Il sistema di sorveglianza è stato collaudato definitivamente lunedì. Ed è il top dei sistemi esistenti a Roma. Per la progettazione e la realizzazione, in un'area archeologica così delicata, c'è voluto più di un anno. Ma quando le immagini sono apparse sui monitor della sala operativa bunker del Comune di Roma l'assessore capitolino ai Lavori Pubblici, Giancarlo D'Alessandro, e il direttore dell'ufficio Enrico Eliseo, non hanno nascosto l'emozione: «È uno sforzo tecnico e finanziario importante - spiega D'Alessandro - ma strategicamente decisivo per la città. Dimostra il salto di qualità dell'amministrazione in questo campo. Dovunque abbiamo attivato le telecamere non ci sono più stati furti e atti vandalici». Il nuovo sistema è complesso. Le telecamere sono state installate sui pali della luce o su altre strutture già esistenti per diminuire al massimo l'impatto visivo. Si tratta di 35 occhi elettronici fissi e di tre speedome: quelle telecamere che ruotano continuamente a 360 gradi e che permettono di zoommare fino ad inquadrare anche minimi particolari. Tramite una rete Isdn le immagini catturate vengono convogliate nella sala operativa comunale dove vengono acquisite da una rete di computer dell'ultima generazione dove vengono trattate da uno speciale software per la vigilanza: «In poche parole sulle inquadrature fisse vengono create delle celle virtuali - spiega Eliseo - Ogni qualvolta l'immagine varia vuol dire che qualcuno sta entrando o uscendo irregolarmente dal Colosseo». A questo punto l'immagine viene proiettata su un maxi schermo al plasma, scatta un allarme sonoro e gli operatori della centrale possono subito mettersi in contatto con le forze dell'ordine. Tutti i fotogrammi, comunque, vengono registrati e archiviati in potentissimi hard-disk per una consultazione successiva. A questo sistema non è sfuggito neanche l'imprendibile "lupo" Luciano Liboni: le telecamere del Campidoglio lo hanno "catturato" mentre camminava in via Petroselli, quindici minuti prima della tragica sparatoria del Circo Massimo. La realizzazione di questo moderno sistema è costata 400 mila euro mentre per la manutenzione dell'intero apparato del Comune (2.000 telecamere a protezione di cento diversi siti) è stata aggiudicata in appalto alla ditta "Dab sistemi integrati": 5 milioni di euro fino al 31 dicembre del 2006. «La videosorveglianza del Colosseo, che consentirà di tenere sotto controllo anche l'Arco di Costantino, è un grande traguardo - commenta ancora D'Alessandro - Dobbiamo continuare su questa strada, mettere sempre più la tecnologia al servizio delal Storia e di questa città ricca di tesori». E infatti nei prossimi mesi finiranno nel mirino del "Grande fratello" anche il Pincio, il Gianicolo, piazza Trilussa e Trinità dei Monti.
Colosseo sorvegliato speciale. Dalle telecamere
Il Comune di Roma ha installato un sistema di sorveglianza avanzato al Colosseo, composto da 35 telecamere fissi e tre speedome che ruotano a 360 gradi. Le immagini vengono catturate e convogliate nella sala operativa comunale, dove vengono trattate da uno speciale software per la vigilanza. Il sistema consente di proteggere l'arena più famosa del mondo e ha già fruttato risultati positivi, come la prevenzione di furti e atti vandalici. La realizzazione del sistema è costata 400 mila euro e la manutenzione è stata aggiudicata in appalto alla ditta "Dab sistemi integrati" per 5 milioni di euro fino al 31 dicembre del 2006.
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