L'INIZIATIVA. Italia Nostra: «No al Centro direzionale della Regione, l'ampia area verde diventi un parco» Fondo Luparello Già nel 1400 accoglieva al suo interno un baglio agricolo, che trecento anni dopo fu trasformato con fontane e giardini. A cavallo fra il 1700 e il 1800, inoltre, la villa e i 60 ettari che le stanno intorno entrarono a far parte del «Parco Borbonico», dove furono ritrovati i fossili di un elefante nano. Fondo Luparello e i suoi alberi secolari rappresentano un pezzo di storia della città, ma ora su questo squarcio di verde incombono ruspe e ed escavatori che dovrebbero entrare in azione quando si concretizzerà il progetto per la realizzazione del Centro direzionale della Regione siciliana: si tratta di una struttura che dovrebbe riunire assessorati e uffici regionali. Contro questo progetto si batte «Italia Nostra», associazione che si occupa di tutela del patrimonio artistico e naturale, che ieri ha organizzato una giornata di riflessione sul «paesaggio agrario di Fondo Luparello». L'iniziativa è rientrata nell'ambito della giornata nazionale «Paesaggi sensibili». La sezione cittadina di «Italia Nostra» ha racchiuso in un dossier la storia e le possibili opzioni di salvataggio di uno degli ultimi spazi verdi della città. L'area, dove attualmente ha sede l'Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia, è inserita inoltre all'interno del progetto per la costruzione della nuova tangenziale montana, che metterà in collegamento l'autostrada A19 con la A29. Un disegno che non piace alla sezione palermitana di «Italia Nostra», secondo cui si può trovare «una nuova e più adeguata sistemazione» per gli uffici regionali, prendendo in considerazione «gli edifici abbandonati e di proprietà della pubblica amministrazione». L'associazione punta invece sull'istituzione di «un nuovo parco nelle restanti aree non ancora edificate» e su una «rivisitazione» del tracciato della tangenziale. salvo cataldo 23102011